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SORPASSI TRA LE RAPIDE, PAGAIATE E SINCRONIA PER ARRIVARE ALL'ORO EUROPEO

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cioespberactionStoria di campioni. Perchè anche se giovani, Francesco Ciotoli (sinistra in foto), Gabriele Esposito (al centro) e Andrea Bernardi (a destra) sono reduci da un 2016 in cui si sono laureati campioni europei a squadre nel K1 junior. Una gara perfetta la loro, tra le acque austriache di Murau, anche se tutt’altro che scontata. Al traguardo infatti il risultato più importante è arrivato all’ultimo respiro, con un solo centesimo di vantaggio su Francia e Repubblica Ceca: 

“Speravamo di arrivare al podio in quella gara, ma salire sul gradino più alto è stata la sorpresa più bella che ha contribuito a rendere unica quella medaglia” spiega Francesco. Una gara preparata nei minimi dettagli come conferma Andrea: “In tutti i momenti prima della gara a squadre non ho mai pensato a cosa sarei potuto arrivare, non mi aspettavo un risultato in particolare ma volevo solo fare una gara perfetta. Mi sono concentrato a ripetere mentalmente molte volte la strategia di gara, affiancata ovviamente dalle prove reali con i miei due compagni. La mia parte della gara a squadre stava nello stare in scia per i primi 40 secondi e negli ultimi 10, passata la rapida, avrei dovuto affiancare il secondo; tutto questo ovviamente al massimo della velocità; non una cosa facile e per questo la responsabilità era grande”. 

Ma grande è stata poi anche la soddisfazione: “Questo titolo europeo è arrivato inaspettato, nel momento in cui era piú necessario, più indispensabile per risollevarmi il morale da una gara singola andata al contrario di quello che avrei voluto, che avevo sognato e desiderato per anni - racconta Gabriele Esposito - quel giorno l’obiettivo era di fare del nostro meglio, di sfruttare tutto quello che avevamo conservato per l’ultima gara della rassegna europea, e di spingere avanti le nostre canoe con il cervello più acceso e funzionante che mai, senza attaccarci al risultato che sarebbe potuto arrivare. Ricordo con piacere di essere stato forse l’ultimo a rendermi conto della vittoria, me ne sono reso conto quando ormai già i nostri erano in delirio, e i tecnici delle altre nazioni già si complimentavano con chiunque avesse scritto Italia addosso. La soddisfazione personale è venuta dopo, dopo aver compreso quello che era successo e dopo aver raggiunto uno stato di calma e tranquillità dato da non solo i complimenti di tecnici, amici e avversari; i momenti più belli credo che siano stati quelli subito dopo la gara, quando ho visto la felicità negli occhi di chi mi stava intorno. Quei sorrisi non si dimenticano”.

Francesco ha iniziato a pagaiare a Sestri Levante e ha deciso di iniziare a pagaiare dopo aver visto in tv l’oro di Molmenti a Londra 2012; oggi, oltre a pagaiare, è al terzo anno del liceo scienze umane, minore di tre fratelli con cui condivide la passione per la canoa. Gabriele invece, che tra una pagaiata e l’altra studia e distugge, ripara e costruisce qualsiasi cosa nella sua piccola officina, si è avvicinato alla canoa nel 2007 nell’ambito di una giornata promozionale organizzata dal Canoa Club San Giorgio a Liri anche se qualche pagaiata l’aveva già data in precedenza, assieme a suo cugino Fabio Franco, già azzurro e oggi suo allenatore. Per Andrea invece la canoa arriva solo nel 2013, a Campolongo sul Brenta, in provincia di Vicenza, e da lì è amore a prima vista; il tutto da conciliare ovviamente con lo studio che lo vede oggi impegnato al quinto anno di liceo. 

Una crescita importante per tutti e tre, seguita passo passo dai grandi big azzurri del presente e del passato che con loro stanno già mettendo mano al piano d’attacco per raggiungere gli obiettivi del 2017: “Sicuramente uno degli obiettivi principali rimane Murau, sede dei mondiali under 23. Darò il massimo in tutte e quattro le gare sprint e classica” commenta agguerrito Andrea. “Oltre al miglioramento tecnico ci terrei moltissimo a gareggiare di nuovo con Andrea e Francesco per provare a far rivivere al nostro pubblico le emozioni date dalla vittoria all’europeo - aggiunge Gabriele - sono due amici, avversari, compagni di squadra con cui si pagaia veramente bene  abbiamo una buona intesa e questi sono aspetti importanti. La concorrenza comunque è molto elevata quindi siamo pronti a fare del nostro meglio anche in questa nuova stagione oramai alle porte”. 

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Prima di ripartire, proprio a San Giorgio a Liri dove è cresciuto Gabriele Esposito, è stata organizzata una serata ad hoc per ricordare e celebrare al meglio il titolo europeo: 

“Rivederci a casa mia diversi mesi dopo l’europeo, in un’occasione interamente dedicata a noi è stato molto bello, ho avuto modo di scoprire una delle conseguenze della vittoria che non avevo mai affrontato. Di solito non amo stare al centro dell’attenzione, o stare a farmi fare complimenti dalle persone. La festa del 24 però non è stata fatta solo di complimenti vuoti, ce ne sono stati di sentiti, veri. Ma la cosa più importante è che attraverso i nostri nomi si è potuto parlare pubblicamente di canoa anche a chi è completamente esterno a questo mondo, e diffondere un po di odore di fiume ai concittadini che dal fiume stanno lontani”. “La premiazione che si è tenuta a San Giorgio a Liri è stata sicuramente un'esperienza fantastica, sia per la calorosa accoglienza, che per la presenza dei rappresentanti della FICK e del CONI - ribadisce Francesco - mi sono emozionato nel rivedere i miei compagni e ascoltando il discorso del presidente Luciano Buonfiglio e la lettera scritta dal consigliere federale Alessandro Rognone. Ci siamo sentiti importanti e abbiamo capito che la nostra vittoria è stata importante non solo per noi, ma anche per l’intero movimento canoistico italiano”.

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