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KAYAK FOR CANCER, SOLIDARIETA' TRA MALTA E CATANIA

gruppo_kajak_for_cancerCatania – Stanchi, stanchissimi. Il volto tirato da tre lunghe giornate trascorse in canoa, ma dagli occhi traspare una soddisfazione senza pari. E’ un lampo uguale per tutti: sette uomini e unad onna. Hanno affrontato il vento e le onde del Mediterraneo a bordo delle loro canoe ognuno con una motivazione personale ma con un filo conduttore unico: la beneficenza e la voglia di aiutare chi soffre.
Sono arrivati ieri sera al porto di Catania nella sede del Circolo canoa Catania i quattro equipaggi, due italiani e due maltesi, che hanno preso parte alla maratona in mare per supportare e raccogliere fondi a sostegno dell’ associazione Peter Pan Onlus e il progetto "La Grande Casa di Peter Pan", col cui ricavato si intende potenziare l'accoglienza del 30% e offrire ospitalità gratuita a tutti i bambini malati di cancro e alle loro famiglie che giungono a Roma da ogni parte del mondo per essere curati negli ospedali Bambino Gesù e Policlinico Umberto I.
Ad attendere Francesco Landolina e Fabrizio Messina in K2 (Catania), Giovanni Montagner e Elisabetta Bassanelli in OC2 (Roma), Albert Gambina e Dorian J. Vassallo in K2, Mark Bujeia e Chris Gellel in K2, amici e parenti che li hanno accolti organizzando una piccola festa, conclusa con lo scambio di doni tra gli equipaggi consegnati dal consigliere nazionale Fick, Daniele Insabella. «I canoisti, degli sconosciuti prima della traversata oggi sono amici perché in mare –
afferma Insabella - si impara a conoscersi in modo profondo».
Gli equipaggi italiani hanno partecipato alla traversata grazie al supporto organizzativo di Gas srl e Ageotec srl del Gruppo Lighthouse come main sponsor a sostegno di Peter Pan Onlus insieme al sostegno di Fick (federazione italiana canoa kajak) comitato Sicilia e al patrocinio della Provincia Regionale di Catania. Circa 5000 euro il ricavato delle tre giornata di navigazione. «E’ un successo» sottolinea Francesco Landolina che già l’anno scorso insieme ad Albert Gambina ha partecipato alla raccolta fondi a favore di “Puttinu Cares” che sul territorio maltese svolge la stessa assistenza dell’ associazione Peter Pan Onlus ai malati oncologici e alle loro famiglie. «Sapere che ci attendevano circa 50 miglia al giorno (90 km circa) senza assistenza in mare ha avuto un forte impatto psicologico – aggiunge – ma la voglia di raggiungere un obiettivo e la motivazione sonostati più forti di qualsiasi altra cosa». Prima traversata del Mediterraneo per Fabrizio Messina, l’unico che nonostante la stanchezza riesce a dispensare battute e sorrisi ad amici e parenti. «Tanta emozione e il timore di non farcela, di non riuscire a rimanere al passo con gli altri» confessa. «E’ stata dura da un punto di vista psicologico ma è un’esperienza che non dimenticherò mai. Il momento più bello? Vicino a Sampieri abbiamo incrociato un gruppo di delfini, è stato fantastico». Dello stesso avviso Elisabetta Bassanelli. «Sono riuscita ad accarezzare anche una tartaruga, un’emozione unica».
«Il mare divide le terre e unisce i popoli - conclude sorridendo Giovanni Montagner – abbaimo contribuito alla realizzazione di un sogno». Da Marfa (Malta) a Sampieri, poi da Marina di Avola a Siracusa sino al porto di Catania. Un’esperienza unica cui tutti possono contribuire visitando i siti Catania – Stanchi, stanchissimi. Il volto tirato da tre lunghe giornate trascorse in canoa, ma dagliocchi traspare una soddisfazione senza pari. E’ un lampo uguale per tutti: sette uomini e unadonna. Hanno affrontato il vento e le onde del Mediterraneo a bordo delle loro canoe ognuno conuna motivazione personale ma con un filo conduttore unico: la beneficenza e la voglia di aiutarechi soffre.Sono arrivati ieri sera al porto di Catania nella sede del Circolo canoa Catania i quattro equipaggi,due italiani e due maltesi, che hanno preso parte alla maratona in mare per supportare eraccogliere fondi a sostegno dell’ associazione Peter Pan Onlus e il progetto "La Grande Casa diPeter Pan", col cui ricavato si intende potenziare l'accoglienza del 30% e offrire ospitalità gratuitaa tutti i bambini malati di cancro e alle loro famiglie che giungono a Roma da ogni parte del mondoper essere curati negli ospedali Bambino Gesù e Policlinico Umberto I.Ad attendere Francesco Landolina e Fabrizio Messina in K2 (Catania), Giovanni Montagner eElisabetta Bassanelli in OC2 (Roma), Albert Gambina e Dorian J. Vassallo in K2, Mark Bujeia eChris Gellel in K2, amici e parenti che li hanno accolti organizzando una piccola festa, conclusacon lo scambio di doni tra gli equipaggi consegnati dal consigliere nazionale Fick, DanieleInsabella. «I canoisti, degli sconosciuti prima della traversata oggi sono amici perché in mare –afferma Insabella - si impara a conoscersi in modo profondo».Gli equipaggi italiani hanno partecipato alla traversata grazie al supporto organizzativo di Gassrl e Ageotec srl del Gruppo Lighthouse come main sponsor a sostegno di Peter Pan Onlusinsieme al sostegno di Fick (federazione italiana canoa kajak) comitato Sicilia e al patrocinio dellaProvincia Regionale di Catania. Circa 5000 euro il ricavato delle tre giornata di navigazione. «E’ unsuccesso» sottolinea Francesco Landolina che già l’anno scorso insieme ad Albert Gambina hapartecipato alla raccolta fondi a favore di “Puttinu Cares” che sul territorio maltese svolge la stessaassistenza dell’ associazione Peter Pan Onlus ai malati oncologici e alle loro famiglie. «Sapere checi attendevano circa 50 miglia al giorno (90 km circa) senza assistenza in mare ha avuto un forteimpatto psicologico – aggiunge – ma la voglia di raggiungere un obiettivo e la motivazione sonostati più forti di qualsiasi altra cosa».Prima traversata del Mediterraneo per Fabrizio Messina, l’unico che nonostante la stanchezzariesce a dispensare battute e sorrisi ad amici e parenti. «Tanta emozione e il timore di non farcela,di non riuscire a rimanere al passo con gli altri» confessa. «E’ stata dura da un punto di vistapsicologico ma è un’esperienza che non dimenticherò mai. Il momento più bello? Vicino a Sampieriabbiamo incrociato un gruppo di delfini, è stato fantastico». Dello stesso avviso ElisabettaBassanelli. «Sono riuscita ad accarezzare anche una tartaruga, un’emozione unica».«Il mare divide le terre e unisce i popoli - conclude sorridendo Giovanni Montagner – abbaimocontribuito alla realizzazione di un sogno». Da Marfa (Malta) a Sampieri, poi da Marina di Avola aSiracusa sino al porto di Catania. Un’esperienza unica cui tutti possono contribuire visitando i siti.

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