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DALLO SLALOM SULL'ADIGE ALL' ACCADEMIA OLIMPICA, L'AVVENTURA DI FRANCESCO FIORINI

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Bach IOA

Pagaiate sull’acqua e pagaiate nella vita, passo dopo passo, chilometro dopo chilometro. Oggi vogliamo raccontarvi una storia fatta di eccellenza canoistica ed accademica, partita dalle acque venete dell’Adige ed arrivata nell’antica valle di Olimpia tra l’Altis e l’Heraion. Protagonista Francesco Fiorini, slalomista del CUS Verona, oggi studente del Master's Degree Programme in “Olympic Studies, Olympic Education, Organisation and Management of Olympic Events” organizzato dall’International Olympic Academy (IOA) in collaborazione con l’Università del Peloponneso. 

La sua giornata tipo inizia alle 06,30 di mattina con un’ora di corsa tra i riflessi dell’alba sulla vallata dove un tempo giaceva la sesta meraviglia del mondo dello scultore greco Fidia. Quando si decide di riposare un po’ di più e rinunciare all’allenamento mattutino, alle 07,30 la classica Sirtaki greca proveniente dagli altoparlanti dell’accademia butta giù da letto tutti gli studenti e segna l’inizio della giornata di studio; si fa colazione ed insieme ci si dirige a lezione nelle aule circondate dalle rovine di Olimpia. Non solo studio, il pomeriggio è una full immersion nel campo sportivo a cielo aperto più antico del mondo, numerose le attività in cui gli studenti dell’Accademia, provenienti da tutto il mondo, sono coinvolti: dal nuoto al tennis, alle sfide di calcetto tra studenti e professori. L’atmosfera è quella di una grande famiglia, un mix di culture, usi e costumi dei cinque continenti. Se la giornata non è sufficiente, la sera dopo cena basterà bussare alla porta della stanza accanto con una birra fresca per scambiare due chiacchiere di approfondimento con i professori. L’Accademia di Olimpia è come i cinque cerchi, non ha colore perché li contiene tutti. 

Lì Francesco ci è arrivato quasi per caso: dopo essersi laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche all'Università di Trieste, nel 2009 è partito oltralpe verso la Francia dove ha passato un anno come stagista del Ministero degli Affari Esteri presso il Consolato Generale d'Italia che ha sede a Metz nel capoluogo della Lorena. Nel 2010 arriva l’ammissione al Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra per il Master of Art in Storia e Politica Internazionale, il tutto sempre con una pagaia tra le mani ed una canoa in spalla. Dopo due anni in Svizzera tra allenamenti e la laurea specialistica a settembre 2012, davanti a scelte decisive per il futuro e mosso dallo spirito sportivo difficile da abbandonare, ha iniziato a cercare un percorso di studi che riuscisse ad integrare le sue due passioni e sul sito del CIO ha scoperto il Master post laurea in “Olympic Studies, Olympic Education, Organization and Management of Olympic Events” organizzato dall'Accademia Olimpica Internazionale. Dopo una proposta di lavoro come professore di storia delle relazioni internazionali in un'emergente università africana saltata per problemi burocratici ed un’offerta di dottorato nel campo della storia e politica sportiva dal dipartimento di Storia dello Sport dell'Università di Colonia, Francesco ha quindi deciso, quasi per gioco, di mandare la candidatura per il master all'Accademia Olimpica, continuando nel frattempo a mantenere i contatti con Colonia per un eventuale dottorato da fare in seguito all’esperienza greca. Francesco non è l’unico in famiglia ad aver intrapreso il filone di studi sportivi: suo fratello Bernardo Fiorini studia a Colonia Management Sportivo e sua sorella Maria è laureanda in scienze motorie allo IUSM ed anche loro sono entrambi slalomisti. 

L’essere canoista è stata la carta vincente di Francesco perché per la candidatura al master erano necessarie due lettere di presentazione, una da parte di un professore universitario e una da parte di un funzionario di qualche organizzazione sportiva. La prima lettera gli è stata redatta dal relatore della tesi a Ginevra, il prof. Jussi Hanhimaki, mentre per la seconda si è rivolto direttamente al presidente della FICK Luciano Buonfiglio. Con l’ammissione è arrivata anche la sorpresa più grande: l’ Olympic Solidarity aveva deciso di assegnare una delle 4 borse di studio previste a copertura dell'intero costo del master e delle spese di vitto e alloggio presso l'Accademia Olimpica. “Sono più che convinto che le due lettere di presentazione (quella del presidente Buonfiglio in particolare) siano state fondamentali per il conseguimento della borsa - dice Francesco - visto che la maggior parte degli altri candidati avevano già più di un'esperienza di lavoro in organizzazioni o eventi sportivi.” 

IMG 3753Il master è formato da tre semestri, i primi due di studio ed esami presso la sede dell'Accademia Olimpica Internazionale ad Olimpia ed il terzo dedicato alla composizione della tesi. Tra le materie affrontate c’è educazione olimpica, storia e filosofia olimpica, relazioni internazionali, organizzazione e marketing dei Giochi Olimpici, simulazione e costruzione di Cerimonie Olimpiche e soprattutto lo scambio di storie, culture ed esperienze con gli altri studenti. Il corso di studi è finalizzato alla formazione e preparazione sia dei futuri dirigenti sportivi sia dei futuri accademici dello sport e nel futuro di Francesco c’è la volontà di collaborare e aumentare l’ attività dell’Accademia Olimpica Italiana (sita a Roma) per innalzare il livello di educazione olimpica in Italia attraverso la promulgazione di ideali con l’obiettivo di formare ai valori dello sport aldilà dell’educazione fisica. Oggi ha iniziato uno stage di ricerca presso l’International Olympic Truce Center che si occupa con l’ONU di controllare e promuovere iniziative a sostegno della tregua olimpica. Quando chiediamo a Francesco di sintetizzare in poche parole cosa ha raccolto da questa esperienza lui ci risponde con una bellissima metafora: “Mi viene in mente l’immagine di due bambini che giocano a calcio, - dice - dove uno dei due dopo aver commesso un fallo da la mano all’avversario per aiutarlo a rimettersi in piedi. Questo è quello che dovrebbe insegnare lo sport e chi ne fa parte.”

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