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VERSO IL 2015, BUONFIGLIO: "A TESTA ALTA E CON IL CUORE"

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buonfigliosquadraSi chiude il 2014 e si guarda già al 2015. Quale miglior occasione per dare un'occhiata a quanto accaduto in questo 2014 e puntare con rinnovata fiducia al nuovo anno. La parola va quindi al Presidente FICK Luciano Buonfiglio che, grazie all'intervista realizzata e rilanciata dall'agenzia di stampa Italpress, traccia un bilancio del 2014 dando un'occhiata a ciò che accadrà nell'anno delle qualificazioni olimpiche.

Presidente Buonfiglio, che voto dà alla canoa per il 2014?

Il 2014 è da 6,5. Abbiamo preso medaglie in tutte le discipline a partire dallo slalom con l’oro mondiale di Roberto Colazingari nel C1 under 23 e l’argento di Giovanni De Gennaro nel K1 under 23; ma anche i tre titoli europei conquistati da Weger, Ivaldi e Horn oltre al bronzo nella prova a squadre; nella velocità sono arrivate medaglie importanti in Coppa del Mondo a Milano, il titolo europeo nel K2 under 23 con Giulio Dressino e Matteo Torneo e l’argento nel C4 con Danilo Auricchio, Luca Ferraina, Luca Rodegher e Marco Veglianti; abbiamo vinto il mondiale di paracanoa con Pier Alberto Buccoliero che si è ripetuto andando a medaglia anche all’europeo assieme a Veronica Yoko Plebani e a Federico Mancarella. D’oro siamo stati anche all’europeo di maratona con Elisabetta Maffioli e al Mondiale di discesa in Valtellina con Costanza Bonaccorsi e Chiara Carbognin, salendo sul podio anche nelle prove a squadre e sfiorando poi le medaglie al Campionato Mondiale di canoa polo che si è disputato in Francia, riscattato in parte dal bronzo ottenuto a livello continentale da Siracusa e Catania. E questi sono solo alcuni dei risultati che ci hanno dato grandi soddisfazioni in questo 2014. A questo, aggiungiamo l’organizzazione di successo portata avanti per i Mondiali di discesa in Valtellina e la Coppa del Mondo di Milano, la nomina dell’italiano Andrea Donzelli al vertice del settore polo dell’International Canoe Federation, l’aumento degli sponsor, la formazione in crescita grazie alle collaborazioni con l’Istituto di Medicina dello Sport, la Ferrari, Tor Vergata, gli Istituti di Medicina Sportiva di Torino e Cagliari solo per fare qualche esempio. Sono tutti dettagli di un progetto che ci vede in crescita e sempre attenti ad ogni nuova opportunità; ampliamo la base grazie alla costante attività dei centri di riferimento tecnici sul territorio e del Comitato Sport Per Tutti, stiamo portando avanti progetti concreti per la realizzazione del campo artificiale di canoa slalom anche in Italia. Buone notizie sono arrivate anche dal bilancio economico 2014 che si chiude con un margine positivo nonostante la crisi e i crescenti impegni di tutti i settori. Per questo voglio fare un plauso alle società, ai tecnici federali, ai comitati regionali e ai centri di riferimento tecnico sul territorio, ai giudici arbitri ma soprattutto alla segreteria federale. E’frutto di un lavoro di squadra condiviso nelle linee guida del fare, farlo bene, farlo sapere senza perdere di vista l’aspetto economico. Abbiamo fatto lavorare il cervello producendo idee innovative e mettendole in campo, spesso, a costo zero, suscitando interesse ed entusiasmo, realizzando progetti e ottenendo l’attenzione di sponsor e di contributi straordinari. Insomma, non stiamo mai fermi anche se questo, inevitabilmente, non mi basta. E non basta alla canoa italiana che per raggiungere almeno un 7,5 deve puntare alla qualificazione olimpica verso Rio 2016 che andremo a giocarci a Milano 2015 per la velocità (agosto) e a Londra 2015 per lo slalom (settembre). 

Cosa si attende dal 2015, in acqua e fuori? 

Inutile nasconderci. Guardiamo innanzitutto e con attenzione agli appuntamenti delle qualificazioni olimpiche. Dopo Londra, parlando di canoa velocità, siamo ripartiti praticamente da zero. Nel 2012 eravamo rappresentati da Josefa Idem, Maximilian Benassi e Norma Murabito. Il quadriennio in corso ci è servito per allargare la base e creare un gruppo più ampio all’interno del quale individuare i migliori atleti da schierare per andare a caccia dei pass per Rio de Janeiro 2016. L’impresa non sarà facile ma il fatto di gareggiare in casa è uno stimolo ulteriore per dare il massimo. A livello di kayak maschile arriveremo ad un gruppo di una decina di canoisti per puntare all’Olimpiade, numeri che si riducono leggermente se guardiamo al settore femminile o a quello della specialità canadese. Parlando invece di slalom è chiaro che arrivare a Rio dopo che a Londra abbiamo vinto l’oro con Molmenti riuscendo anche a qualificare tutte le barche ci impone di provare a fare altrettanto per il 2016. Prima però qualifichiamoci; e anche qui restringeremo mano a mano il gruppo dal quale tirar fuori i migliori per volare alle qualifiche di Londra e provare a metterci in tasca i biglietti per i giochi in Brasile. Ma per non ripetere gli errori del passato non stiamo guardando solo ed esclusivamente a Rio; stiamo infatti mantenendo alta l’attenzione anche ai settori ragazzi, junior e under 23 con progetti ad hoc, come quello denominato “Talenti 2020” e già orientato alla squadra che ci rappresenterà ai giochi successivi a quelli del 2016. Anche su questo fronte si inseriscono gli incontri che i tecnici federali promuovono periodicamente direttamente nelle società, coinvolgendole sia dal punto di vista logistico ma anche dal punto di vista degli allenatori dei vari club. Per la paracanoa siamo in attesa di conoscere i nuovi criteri di classificazione per capire quali saranno le nostre chance di qualificazione e soprattutto quali le categorie sulle quali puntare. Faremo attenzione ovviamente anche agli altri settori non olimpici ma che vivranno un 2015 comunque di grande intensità. E continueremo ad essere in prima linea nella cura dei dettagli a livello organizzativo anche in vista del grande evento che ad agosto porterà a Milano oltre 1200 atleti in rappresentanza di quasi 120 nazioni per i Mondiali di velocità e paracanoa validi come qualificazione olimpica. 

Roma 2024, sarebbe ipotizzabile la canoa all'Idroscalo di Milano?

Non cominciamo a litigare per vendere l’olio quando ancora non abbiamo piantato la pianta. Vediamo di partire bene con un Mondiale 2015 da organizzare al meglio proprio all’Idroscalo e poi dopo vedremo. Una cosa alla volta.

4 - Due nomi su tutti su cui contare per Rio 2016

Ne faccio uno solo. Federazione Italiana Canoa Kayak nel suo insieme, come squadra, perchè solo con il lavoro di tutti si cerca e a volte si ottiene il successo di uno, due o tre eccellenze. Lavoriamo tutti con umiltà, senso di responsabilità e appartenenza, esaltando le qualità di chi ci sta a fianco e con l’obiettivo dello spirito di servizio nel vero senso della parola. Quando un canoista italiano vince, a vincere è tutta la canoa italiana ed in generale tutto lo sport di casa nostra. Su questa strada sta lavorando bene il consiglio federale, sempre molto vicino ai vari staff tecnici e agli atleti. E’una simbiosi che ci spinge a lavorare ancor di più tutti verso un’unica strada, con determinazione e ambizione. Umili, e determinati a raggiungere gli obiettivi, orgogliosi di appartenere a questa Federazione, consapevoli e responsabili. Ognuno di noi è forte e ha grandi capacità; ma ciò che fa la differenza è l’unione, è il metterci assieme, superando i personalismi, per diventare una squadra forte e protagonista. In chiusura, approfitto di questa occasione per stringere in un abbraccio simbolico tutte le società d’Italia, facendo un in bocca al lupo a tutti per un biennio 2015-2016 ricco di salute, felicità e successi. 

 

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