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‘LA FORZA NON E’ TUTTO! PROVE IN VASCA PER MIGLIORARE LE PRESTAZIONI A BORDO DI KAYAK E CANOE’

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bacino1_1Sul numero di giugno del mensile ‘Nautica’, in edicola da oggi, compare un interessante articolo a firma di Andrea Mancini che illustra l’importanza dei test che gli azzurri, a cominciare da Josefa Idem, hanno condotto nella grande vasca navale dell’INSEAN (Istituto Nazionale per studi ed esperienze architettura navale) per mettere a punto i loro mezzi. ‘’Una vasca – si legge nell’articolo - lunga quasi mezzo chilometro in cui normalmente si sperimentano modelli di navi di tutti i tipi, dai motoscafi alle navi commerciali, dai sottomarini ai rimorchiatori, modelli che possono superarei i 10 metri di lunghezza come i grandi modelli di Luna Rossa per le passate edizioni dell’America’s Cup. Proprio così! Si tratta di una attività che va avanti da anni in primo luogo per avere le cosiddette curve di resistenza delle canoe in modo da conoscere, senza i condizionamenti soggettivi dell’atleta o degli atleti che sono a bordo, quale tra le molteplici canoe che si avevano a disposizione fosse la migliore per una determinata velocità, oppure determinare quali fossero le migliori condizioni di assetto con cui navigare. Ma in questi ultimi anni i tecnici dell’INSEAN, la federazione italiana di canoa e kayak, il CONI, hanno cercato di andare oltre questi semplici esperimenti che potevano dare informazioni limitate esclusivamente al mezzo canoa isolato dall’atleta che poi lo avrebbe utilizzato, ignorando così l’aspetto fondamentale rappresentato dall’interazione atleta-canoa’’.

In questo senso l’articolo è completato da un’intervista con l’ing. Francesco La Gala, responsabile per l’INSEAN di questa attività, che spiega come la collaborazione con la Fick sia cominciata dal 2006 con semplici test di resistenza e successivamente sviluppando un modello matematico, tradotto in un software, che permette di prevedere le performance dell’insieme kayak ed equipaggio’’. Informazioni che, precisa l’ingegnere, ‘’possono essere utilizzate ad esempio dall’ allenatore che studia e interpreta i dati relativi alla pagaiata (sforzo, velocità, accelerazioni, angoli, direzione) e, eventualmente, corregge il movimento dell’atleta. Ma il risultato forse più interessante che si può ottenere dall’analisi di questi dati è un sistema per la composizione di equipaggi più efficienti, ovviamente per le barche a equipaggio multiplo’’. ‘’Tutta questa attività – aggiunge La Gola – è stata realizzata in collaborazione e con il supporto del prof. Roberto Colli e della canoista Elisabetta Introini della Fick. Ma l’attività svolta all?INSEAN ha permesso anche di raggiungere altri risultati come quello di aumentare l’efficienza della prestazione complessiva per le barche con equipaggi multipli introducendo la pagaiata asincrona. Infatti se ogni atleta introduce un determinato ritardo nella sua azione la canoa avanzerà con una velocità più uniforme e si eviteranno quelle continue accelerazioni e decelerazioni tipiche di quando si mantiene una normale pagaiata sincronizzata che fanno perdere efficienza al sistema. Ovviamente questo ritardo, che sarà ottimizzato da equipaggio a equipaggio, dovrà essere rispettato in modo assolutamente scrupoloso, altrimenti si perde più di quello che si guadagna. Sono poi in corso altri studi ed esperimenti per tentare di aumentare le prestazioni dei nostri atleti: in particolare al fine di valutare in modo completo l’efficienza del movimento dell’atleta interconnesso con i moti della canoa. In collaborazione con l’Istituto di Scienza dello Sport del Coni, recentemente all’INSEAN sono stati eseguiti dei complessi test in cui i movimenti dell’atleta vengono registrati tramite dei sensori ottici applicati sul suo corpo grazie a una serie di telecamere posizionate lungo la vasca. Insomma, è proprio vero che ‘la forza non è tutto’’’.

 

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