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TRENT'ANNI DI FEDERCANOA: EMOZIONI E UNO SGUARDO AL FUTURO PER LE CELEBRAZIONI AL SALONE D'ONORE DEL CONI

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fick1Mattinata di festa ed emozioni, quella di oggi al salone d’onore del CONI di Roma per i trent’anni dalla nascita della Federazione Italiana Canoa Kayak. Due ore di ricordi e racconti durante i quali l’intera canoa italiana, rappresentata da alcuni dei principali suoi attori e protagonisti nei campi di gara, ha attraversato la propria storia, con uno sguardo di grande attenzione agli anni futuri e all’appuntamento a cinque cerchi di Tokyo 2020.

Sul palco, oltre al presidente federale Luciano Buonfiglio, sono saliti il padrone di casa e vertice del CONI Giovanni Malagò, il presidente del CIP Luca Pancalli, il presidente di Coni Servizi Alberto Miglietta e Mario Pescante. A turno poi, hanno preso posto sotto i riflettori anche alcuni tra i molti campioni presenti in sala. Dalla prima medaglia olimpica della canoa Aldo Dezi, conquistata a Roma 1960 assieme all’indimenticato Francesco La Macchia, passando poi per Oreste Perri, Antonio Rossi e Pierpaolo Ferrazzi, Veronica Yoko Plebani, Luca Bellini, Vladi Panato e il direttore tecnico della canoa velocità Guglielmo Guerrini, fino a Daniele Molmenti e Josefa Idem che hanno salutato i presenti con un videomessaggio, non potendo essere fisicamente presenti all’appuntamento. 

Un incontro che ha permesso alle numerose anime della canoa italiana di ritrovarsi in una mattinata durante la quale attraverso video e filmati sono state ripercorse le tappe più importanti dei trent’anni di vita della Federcanoa, dal 1987 al 2017. 

Prima della nascita della Federazione, le vittorie e i grandi successi di Oreste Perri e del team che vide la conquista della straordinaria medaglia nel C2 ai giochi olimpici di Roma 1960. “Un’intuizione del nostro tecnico di allora - ha ricordato Aldo Dezi - che dopo averci visto gareggiare in kayak ci chiamò dicendo che se lo avessimo seguito, avremmo fatto bene alle olimpiadi in canadese. E così fu”. “Vincevo i 10mila metri, ma anche i 1000 - ha ricordato poi Oreste Perri, atleta di spicco e tecnico capace di portare in alto i campionissimi azzurri Antonio Rossi, Daniele Scarpa, Beniamino Bonomi, Bruno Dreossi, Josefa Idem e molti altri - poi da allenatore lavorai fino al 2008 con grande impegno in quella che considero ancora oggi la mia famiglia”. “Una famiglia vera, quasi a sostituire quella reale - ha aggiunto poi Antonio Rossi - non a caso per convincere i miei genitori a lasciarmi partire per il primo raduno, Oreste venne a cena a casa di mamma e papà e proprio in seguito a quei momenti i miei genitori capirono che l’opportunità di fare canoa, al fianco di persone così, era una di quelle da non lasciarsi sfuggire”. 

“Con molte delle persone presenti qui in sala abbiamo vissuto momenti intensi, a volte anche qualche scontro, ma sempre per il bene di questo nostro sport e per crescere - ha aggiunto poi Guglielmo Guerrini - ora ci aspettano sfide importanti. Sfide per le quali le esperienze passate possono essere fondamentali per migliorare e per fare ancora meglio le cose che fin qui siamo riusciti a fare, ottenendo comunque grandi risultati”. 

“Siamo condannati a vincere, e per farlo dobbiamo puntare sempre più su società strutturate, sulla competenza delle nostre risorse e su una strategia di marketing e comunicazione puntuali e sulla formazione continua per lo sviluppo del territorio - ha affermato il presidente Luciano Buonfiglio - accanto a tutto ciò, è necessario appunto continuare a fare risultato, e grazie ai nostri atleti e tecnici la strada intrapresa per i prossimi otto anni, con tappa fondamentale fissata al 2020, è tracciata e ben chiara”. 

“Siete una Federazione viva, a volte magari anche un tantino troppo appassionata ma anche per questo vincente - ha sottolineato il presidente del CONI Giovanni Malagò - l’invito che faccio a tutti voi, e che rivolgo a tutto il mondo sportivo italiano, è quello di continuare a pagaiare tutti verso un’unica direzione, che ci porti a fare il bene dei nostri atleti, delle nostre società e di conseguenza di tutto il nostro paese”. “Ostacoli ce ne saranno sempre - ha ribadito il presidente CIP Luca Pancalli - ma è nostro compito lavorare per superarli, per scalare senza paura nè timori quelle montagne che ci sembrano insormontabili ma che, una volta scavalcate, ci offrono opportunità uniche”. 

Opportunità uniche, come quelle che dopo il 2011 si è voluta conquistare Veronica Yoko Plebani: “Dopo il 2011 potevo starmene seduta sul divano a meditare e a pensare a ciò che mi era accaduto - ha detto - e invece ho iniziato a pagaiare, a correre, a saltare, a vivere come facevo prima, con soddisfazioni che mai avrei pensato di poter raggiungere a soli tre anni dal “pit-stop” in cui mi sono trovata coinvolta. Ora sono andata a Sochi nello snowboard, in canoa ai giochi olimpici di Rio 2016 e mi sto allenando nel triathlon. Vediamo se il prossimo passo sarà la maratona, di corsa, ma continuerò comunque a pagaiare perchè a Palazzolo sull’Oglio, anche se attualmente lontano magari dai riflettori, la mia pagaiata costante la porto a termine sempre”. 

Parole importanti sono state pronunciate anche da Mario Pescante e dal traghettatore, nel periodo di commissariamento della FICK, Alberto Miglietta, uomini di sport che in momenti diversi hanno incrociato la propria carriera sportiva con la vita della Federcanoa. “Il nostro è uno sport in cui destrezza e abilità sono fondamentali, ci vogliono costanza, passione e determinazione - hanno poi affermato in coro gli specialisti delle wildwater Pierpaolo Ferrazzi e Vladi Panato - continuiamo a lavorare rimanendo nell’ambito sportivo, per far si che la nostra esperienza possa essere spunto importante per i nostri ragazzi”. “Vincere a Siracusa è stato fantastico - ha ricordato poi Luca Bellini, campione del mondo di canoa polo con gli azzurri in Sicilia, nel 2016 - e ora torneremo a disputare un mondiale a Roma, in casa, nel 2020. Sarà bellissimo e anche per questo continuiamo a lavorare per arrivare preparati, già da questo 2018 in cui voleremo in Canada per difendere il titolo iridato”. 

A fine giornata, chiamati a raccolta dal giornalista Nicola Roggero, sono saliti sul palco accanto al presidente Luciano Buonfiglio e al segretario generale Salvatore Sanzo, i consiglieri federali e i vari rappresentanti delle direzioni tecniche per una foto conclusiva e per salutare i presenti, con l’impegno di continuare ad essere al servizio dell’intera canoa italiana per crescere sempre più e portare in alto il tricolore e la maglia azzurra.

FOTO GALLERY a cura di Ferdinando Mezzelani GMT: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10155130219257717.1073742063.83162677716&type=1&l=43d3e0e148

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