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DRAGONBOAT: LA RUSSIA DOMINA, L’ITALIA A TESTA ALTA

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DRAGONGran finale oggi all’Idroscalo di Milano per i Campionati mondiali di Dragon Boat. La squadra nazionale russa, una delegazione forte di 80 atleti e di un numeroso team di supporto, ha aggiunto 5 ori al suo già ricco palmares, chiudendo in prima posizione nel medagliere con un totale di 12 ori, seguita dall’Ungheria con 5, da Filippine e Canada con 4 ori ciascuna e dalla Germania con una medaglia d’oro. Soddisfacente il bottino per l’Italia, che mette in bilancio in questa sua partecipazione ai Mondiali 4 medaglie d’argento e 3 di bronzo: “La nostra squadra è cresciuta molto negli ultimi tempi, qualche anno fa avrebbe fatto fatica a entrare in finale, oggi può andare a medaglia e sfiorare la vittoria”, spiega Andrea Bedin, team-leader italiano. “Nell’insieme, credo sia molto opportuno inserire canoisti dello sprint e dello slalom nella disciplina del Dragon Boat, anche solo a titolo dimostrativo, perché è una disciplina bellissima che può attrarre moltissimi praticanti: è un puro sport di squadra, per molti versi più formativo di altri sport più individualistici. Io ne sono entusiasta e credo che le barche a dieci vogatori potrebbero anche essere inserite tra le discipline olimpiche. D’altronde, il clima elettrico che si respirava attorno al campo di gara conferma la serietà agonistica di questo nostro sport, ci sono due o tre nazioni più avanti delle altre ma nessuna squadra è troppo lontana, e quindi il livello delle gare è stato ottimo”. E anche per sottolineare il rigore agonistico della manifestazione, l’International canoeing federation – Icf ha effettuato una serie di controlli antidoping a campione.

Tutto questo non ha però sottratto ai quattro giorni di gare milanesi il loro carattere complementare, quello di una grande festa dello sport di squadra. Alcune manifestazioni agonistiche collaterali hanno rafforzato la festa – per esempio la sfida tra le Università, vinta dall’Ateneo di Firenze, davanti a quelli di Verona e Padova – o quella tra un gruppo di club sportivi italiani, vinta da un dragone a 10 vogatori dell’Idroscalo Club, la società sportiva organizzatrice. Questa gara è stata inoltre contraddistinta da una partecipazione importante, quello di due dragoni della Polizia penitenziaria, il migliore dei quali si è classificato quarto, a un soffio dal terzo posto, anche se dopo aver tagliato il traguardo, forse per una virata troppo stretta, il dragone si è sbilanciato, ha imbarcato acqua e si è rovesciato: incerti dello sport. Ma per gli agenti è stata un’esperienza entusiasmante oltre che molto divertente, un passo importante per una sicura crescita agonistica.

Importanti poi anche due momenti legati all’affermazione di questo sport – e dello sport in genere – come espressione di un approccio alla vita positivo, dinamico e soprattutto salutare: in primo luogo, la sfida tra le “Pink ladies”, dragoni di donne che hanno superato un intervento al seno, vinta dall’equipaggio misto Milano-Pavia sulla barca rivale romana; e poi una manifestazione dimostrativa organizzata dal periodico Starbene, edizioni Mondadori, che ha richiamato all’Idroscalo un affollato drappello di lettori offrendo loro l’opportunità di provare per la prima volta la voga sul dragone.

La giornata sportiva si è conclusa con una lunga e applauditissima cerimonia di premiazione, alla quale ha preso parte il presidente dell’Idroscalo Club Cesare Caroli, la prima delle tre premiazioni a non essere stata accompagnata dagli acquazzoni di fine estate che hanno scandito questi Campionati mondiali. Ma per Caroli e la sua società questo mese di settembre sarà impegnativo fino all’ultimo: nel prossimo week-end, sarà la volta dei campionati italiani assoluti di canoa e kayak e paracanoa; il 29 e il 30 settembre, dei campionati italiani di canottaggio, juniores e seniores. Un tour de force che conferma però la centralità dell’impianto e della società nel panorama italiano degli sport del remo e della pagaia.

 

 

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