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"INTERNATIONAL DAY OF PEOPLE WITH DISABILITY". LA PARACANOA ITALIANA PUNTA A TOKYO 2020

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veronicafinaleSi celebra oggi in tutto il mondo l’ “International Day of People with Disability”, la giornata internazionale della disabilità, fronte sul quale la nostra federazione è impegnata da tempo per crescere e migliorare. La qualifica alle Paralimpiadi di Rio 2016 di Salvatore Ravalli, Federico Mancarella e Veronica Yoko Plebani è solo l’apice di un lungo lavoro che ha avuto come protagonisti atleti, tecnici, allenatori, dirigenti e appassionati in ogni parte d’Italia.

L’Italia in ambito ICF con Diego Dogà, a livello nazionale con Mauro Borghi e nel settore tecnico, verso Rio 2016, con Stefano Porcu, sono solo alcuni degli elementi cardine di un sistema integrato e competente grazie al quale in Italia, oggi, la giornata internazionale delle persone con disabilità vede la nostra Federazione in prima linea.

“L’umanità sportiva e canoistica hanno fatto un passo millenario in avanti perché la federazione in questi anni ha costruito un settore importante, dando possibilità a molti ragazzi agonisti, amatoriali e appassionati di emergere ancor di più nella vita attraverso lo sport - spiega il direttore tecnico della nazionale azzurra di paracanoa Stefano Porcu - con pochi strumenti ma con tanta passione cresciuta nel tempo, e competenza, abbiamo portato avanti un progetto che permette alla paracanoa di essere sempre più riconosciuta in Italia e a livello mondiale. Come federazione stiamo crescendo, diventando una vera e propria fucina di talenti sportivi ma non solo. Atleti, ma anche tecnici, dirigenti, consiglieri federali e lo stesso presidente Buonfiglio hanno creduto da tempo in questo progetto che ci darà ancora grandi soddisfazioni. C’è tanto da lavorare, ma noi siamo qui per questo”.

Mauro Borghi, responsabile del CRTT di Ferrara per la paracanoa e direttore centro CASP e presidente del Canoa Club Ferrara: “Il CASP di Ferrara è solo uno dei sei nel territorio nazionale, riconosciuto dal CIP per l’attività paralimpica. Noi, oltre alla canoa e alla paracanoa in cui lavoriamo da 25 anni seguiamo anche a livello di polisportiva la scherma, il nuoto, la danza sportiva, l’handbike, il tennis tavolo e il tiro con l’arco. Accanto a noi grazie ai centri di riabilitazione, alle unità spinali e a molti altri attori riusciamo ad avere una base con risorse umane competenti per sviluppare le nostre attività. Ferrara, riconosciuto inoltre come Centro Territoriale di Riferimento per quanto riguarda la canoa, è una realtà ancor più importante e navigata, essendo partiti con questo progetto quasi trent’anni fa. C’è ovviamente tanto da fare, la strada è ancora lunga e la base va aiutata; credo che serva iniziare, crescere, impegnarsi e costruire sempre con impegno e determinazione. Il ruolo della formazione in tutto ciò è fondamentale così come è fondamentale adeguare gli impianti abbattendo le barriere architettoniche. Trovando impianti adeguati e tecnici e allenatori competenti, i ragazzi arrivano e l’intera attività può crescere ulteriormente”.

“Quello che negli ultimi anni c’è stato in maniera evidente è anche il miglioramento nei criteri di classificazione e quindi una maggiore giustizia per gli atleti - spiega Adriana Gnocchi - si è cresciuti anche in questo con professionalità e competenza; chi si occupa di disabilità oggi lo fa con la stessa passione, ma con un tipo di mentalità diversa e di strumenti rispetto al passato; in generale, la sensibilità è maggiore e a questo ha contribuito molto l’inserimento nel programma paralimpico. Anche i media si sono accorti di noi e questo ha portato molte società ad aprire le porte al nostro sport, con entusiasmo e competenza. E i giovani atleti, quelli che crescono nei club di tutta Italia, possono contare oggi su staff e società preparate”.

“Partecipare alle Paralimpiadi di Rio 2016 è stata un’esperienza straordinaria - spiega Veronica Yoko Plebani, azzurra della paracanoa velocità ai giochi olimpici brasiliani - ora sono in fase di mantenimento dopo le fatiche paralimpiche. Mi sono trasferita a Bologna per studiare all’università nel corso di relazioni internazionali, facoltà di scienze politiche. Qui riesco ad allenarmi, ad andare in palestra e a pagaiare grazie al mio pagaiergometro. Cose che anni fa difficilmente avrei potuto fare e che invece oggi, con questa crescita del nostro sport, è possibile. In questo momento mi preoccupo di mantenermi allenata e a breve ricominceremo a parlare di gare, possibili traguardi e obiettivi per un 2017 e un nuovo quadriennio tutti da scrivere”.

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