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I CAMPIONI DEL MONDO! L'ORO AL COLLO, E LE EMOZIONI CHE MAI DIMENTICHEREMO

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italiasquadraIl trionfo mondiale della canoa polo a Siracusa rimarrà nella storia del nostro sport. Vittoria in finale contro la Francia, al golden goal, di fronte ad un'arena infuocata e tricolore. I protagonisti dell'impresa sono gli azzurri, ma sono anche tutti coloro che lavorano da anni per far crescere la canoa polo nonostante le difficoltà, con passione, cuore e coraggio. 6-5 in finale contro la Francia per la senior maschile, quinto posto e world games conquistati per la senior femminile, under 21 maschili di bronzo e ottavo posto, in forte crescita, per le giovani azzurrine dell'under femminile. Sono i numeri che testimoniano una crescita iniziata nelle società, consolidata in nazionale ed esaltata in questo mondiale di Siracusa. Abbiamo provato a raccontarvi, senza pretese di averlo fatto in maniera perfetta, chi sono i fantastici ragazzi che hanno unito tutta l'Italia, tutte le specialità della nostra Federazione, portandoci a tifare ITALIA ITALIA ITALIA dall'arena di Siracusa, in tv grazie alla diretta su Rai Sport e attraverso i canali social di Federcanoa.it. Eccoli, i nostri campioni!

andreabertelloni1. Andrea Bertelloni, classe 1989, nato a Chiavari, Pro Scogli Chiavari. 

Uno scoglio insuperabile, un colosso che sotto porta lascia ben poco spazio agli avversari. Andrea Bertelloni è il numero uno! Chiavarese doc, ha giocato in Germania, nell’Essen, e ha vinto lo scudetto con il Chiavari. A questo mondiale ha scavato fossati inespugnabili attorno alla porta azzurra; pagaiate potenti, grinta da vendere, Bertelloni è stato un mulinare di braccia costante per impedire al mondo di avvicinarsi all’obiettivo e battere a rete l’Italia. Nel rapporto qualità canoa/qualità stoppata è a detta degli esperti il miglior giocatore italiano. In attacco, anche al mondiale di Siracusa, ha caricato più volte con siluri pesanti verso le porte avversarie. Quieto e quasi timido all’esterno, in campo si trasforma. Lacrime e incredulità dopo la Spagna, a finale conquistata. Cuore che batteva a mille, tanta emozione ma nella testa la consapevolezza che l’obiettivo era ad un passo: missione compiuta number one!

davidenovara2. Davide Novara, classe 1989, nato a Siracusa, KST 2001 Siracusa. 

Nel 5-0 rifilato agli americani nel match d’esordio al mondiale c’è anche il suo zampino. Classe 1989, siracusano doc e portacolori del KST, Davide Novara ha esordito in under 21 vincendo in tutto sei scudetti nella giovanile. Sulle acque di Ortigia è nato e cresciuto, diventando uno stoppatore di altissima caratura mondiale; nato come portiere, anno dopo anno si è evoluto trasformandosi in uno dei centrali più potenti mai visti. Dotato di un grandissimo tiro da sotto porta, caratteristica primaria della grande scuola siracusana, ha risollevato l’Italia in uno dei momenti più difficili, dando il là con il goal del 3-2 all’allungo decisivo degli azzurri contro Taipei. Fondamentale in fase di recupero, quando a francobollarlo come solo in passato le Poste sapevano fare ci hanno provato in tanti. Ma lui, il pallone, l’ha spedito più volte ai compagni attraverso assist supersonici. Chiedete agli avversari per avere conferma!

edoardocorvaia3. Edoardo Corvaia, classe 1990, nato a Siracusa, KST 2001 Siracusa. 

Laureato in architettura, capitano dell’under 21 nel 2010 a Milano, Edoardo Corvaia ha messo il sigillo sul goal che, in assoluto, segna la storia della canoa polo italiana. Un golden goal che manda in delirio Ortigia, Siracusa, la Sicilia e l’Italia intera. “Golden Edo”, siracusano doc, ha fatto dell’agilità, della tecnica e della leggerezza le sue armi principali. Ma come ogni buon architetto che si rispetti, Edoardo ha saputo piazzare, nel momento e nel punto migliore, quel particolare in più capace di rendere unico e inimitabile ciò che poi rimarrà ai posteri. Siracusano doc, fresco di matrimonio con Claudia La Vignera e figlio di Tino, principale organizzatore del mondiale. Il papà e l’intero staff organizzatore gli hanno preparato la strada; una strada però impervia e piena di difficoltà che lui stesso, con grinta, goal e determinazione, ha saputo asfaltare fino al traguardo d’oro!

paolodimartino4. Paolo Di Martino, classe 1983, nato a Napoli, C.N. Posillipo. 

Temperamento, dedizione, maturità e capacità di rimanere in partita con la testa quando tutto attorno sta accadendo il finimondo. Paolo Di Martino ha iniziato nell’Amalfi, passando poi per l’Irno di Salerno e arrivando all’apice della carriera con il glorioso CN Posillipo. Senatore azzurro, esterno e bloccatore, è stato impiegato da coach Vastola per tenere a bada i grossi calibri avversari, alimentando a più riprese potenza e velocità della nostra formazione in fase decisiva. Una carriera stellare alla quale mancava il sigillo più importante, il mondiale assoluto al quale è arrivato con la capacità di esaltare ed esaltarsi, mettendosi a disposizione della squadra e chiudendo ogni varco nel quale gli avversari hanno provato ad infilarsi. Sorriso partenopeo, caratura e grinta da vendere, la sua serenità è servita ed è stata determinante per tutto l'ambiente azzurro, carico e impazzito di gioia al golden goal mondiale. Uagliò!

janerikhaack5. Jan Erik Haack, classe 1989, nato in Germania, Pro Scogli Chiavari. 

Quando a otto secondi dal termine della finale ha spedito in fondo alla rete francese il goal del 5-5 e della ritrovata speranza azzurra, Jan Erik è diventato più “Gianni Enrico” che mai, italianissimo. Capigliatura “double style” per il suo approdo in azzurro, il giocatore di mamma italiana e con doppia cittadinanza, che ha vissuto e giocato ad Amburgo, è arrivato due anni fa a Genova per ultimare il corso di studi in economia sportiva scegliendo di indossare la maglia dell’Italia. Preciso e dalla grande manualità, beneficia del mix acquisito negli anni tra scuola chiavarese e teutonica. Potente, grintoso in difesa nel togliere acqua alle canoe avversarie, ma al tempo stesso letale sotto porta, quando grazie alle sue lunghe leve riesce a far tremare anche la più blindata delle difese. A otto secondi dalla fine della finale+, con il pallone da lui spedito in porta, abbiamo tutti pensato: “Jan Erik Haack, grazie di esistere”.

andrearomano6. Andrea Romano, classe 1986, nato a Siracusa, KST 2001 Siracusa. 

“Andrea mi raccomando, quando esci di casa, chiudi la porta”. Il ritornello recitato da papà Libero fin da piccolo, Andrea Romano non l’ha mai dimenticato tanto da portarselo fino all’oro mondiale. Lui, la porta, l’ha chiusa e anche molto bene a Siracusa. C’è chi i goal li fa, e chi invece gioca contro l’Italia. E quando giochi contro l’Italia a Ortigia, sai che i goal non li fai perchè davanti alla gabbia c’è il Guardiano di Siracusa, Andrea Romano. Classe 1986, in nazionale a 17 anni, è cresciuto nell’under 21 diventando uno dei portieri più forti a livello mondiale raggiungendo campioni del calibro di Robert Pest e Christophe Belat. Se non ci credete, chiedete pure a francesi e spagnoli, ai quali Andrea ha tolto più volte la medaglia dal collo, l’acqua da sotto le canoe, il pallone dalle mani e l’urlo di gioia in gola. Glaciale e ipnotico di fronte agli avversari, quando si tratta di rovinar loro la festa è sempre pronto. E quando si tratta di mandare in aritmia Siracusa e l’Italia intera non si tira indietro. Saracinesca a doppia mandata, porta blindata, voi tirate che noi abbiamo Romano. E papà Libero, presidente del comitato organizzatore mondiale, ringrazia!

gianmarcoemanuele7. Gianmarco Emanuele, classe 1991, nato a Siracusa, KST 2001 Siracusa. 

Gianmarco Emanuele, l’uomo che non ha paura. La dimostrazione, qualora ce ne fosse il bisogno, è arrivata in occasione della palla a due in finale. Lanciato a tutta verso l’obiettivo, il numero 7 azzurro non ha mollato nemmeno per un attimo, finendo sott’acqua colpito al volto dalla canoa transalpina. Il tutto però, con il pallone conquistato. L’essenza di Gianmarco “Spacca” Emanuele è tutta in questo gesto. Gladiatore, potente e determinato, dritto all’obiettivo senza mollare mai con fierezza e determinazione nel vestire un azzurro che a Siracusa si è tinto d’oro. Siracusano, bronzo europeo nel 2011 in Spagna con l’under, a Thury giocò da protagonista nel 2014 ripetendosi anche stavolta con una serie di giocate e recuperi importanti, alternati a goal decisivi e di spessore. E’l’uomo mediterraneo per eccellenza, che in campo diventa un leone e che quando c’è da lottare fino all’ultimo non si tira indietro. Braveheart!

diegopagano8. Diego Pagano, classe 1982, nato a Napoli, C.N. Posillipo. 

Una fetta importante della canoa polo italiana l’ha scritta lui. Diego Pagano, classe 1982 di Napoli, ha portato negli anni il Posillipo a raggiungere successi e apici mai più toccati. Vincitore di quattro scudetti di fila, dal 2006 al 2009, Diego Pagano è tanto determinante quando si tratta di giocare quanto pacato e diffusore di serenità quando la situazione diventa infernale. Un leader che si impone a bassa voce, detta i tempi, migliora gli equilibri e affonda l’avversario quando serve. Tra le due grandi scuole attuali della polo italiana, Chiavari e Siracusa, Diego Pagano è stato determinante in qualità di collante. Fisicamente non al top in questa stagione a causa di un infortunio alla spalla che gli ha creato non pochi problemi, ha un nome importante soprattutto se abiti a Napoli. Beh, un nome più che adeguato per una delle colonne portanti dell’Italia. Perchè quando tutto sembra perso, l’agitazione dei giovani cresce e le cose non vanno per il verso giusto, basta uno sguardo silenzioso, ma deciso e motivante, per ritemprare l’intera rosa azzurra. E lo sguardo di Pagano, unito alla sua esperienza, sono una sicurezza! Leggenda!

lucabellini9. Luca Bellini, classe 1982, nato a Chiavari, Pro Scogli Chiavari. 

Gli italiani son "Bellini"! Ci sono dei giocatori simbolo in ogni sport e lui lo è, in Italia, per la canoa polo. Davanti alla porta avversaria non ha paura, sceglie il tempo in maniera perfetta, decide di sovrastare in fisicità e possenza intere retroguardie di fronte alle quali altri falliscono ripetutamente. Attacca, carica, difende, segna, recupera. Tatuato, capello biondo, il marchio LB9 bene in vista e un numero di goal segnati anche in questo mondiale che non siamo riusciti a definire ancora. Molti sono abili a segnare contro squadre di medio livello, pochi o nessuno a parte LB9 invece sono in grado di spedirne quattro nella porta dei campioni del mondo in carica, davanti a 4000 persone e con una pressione addosso incredibile. Luca Bellini, capocannoniere, leggendario! Ogni qualvolta decide di attaccare le difese avversarie sanno che i guai non mancheranno. Il gladiatore di Chiavari non le manda a dire, le spedisce direttamente in fondo alle reti avversarie! Monumentale. 

marcoporzio10. Marco Porzio, classe 1983, nato a Genova, Pro Scogli Chiavari. 

Vinto il mondiale, ha chiesto la mano della sua dolce metà davanti ai 4000 di Siracusa. Marco Porzio è così; oltre ad essere il più forte bloccatore italiano, esterno solido sia canoisticamente che di pagaia, Porzio lavora in attacco come pochi altri sanno fare e in difesa, in zona esterna, è una sicurezza. In tandem con LB9 ha rappresentato la coppia perfetta bloccatore-tiratore. Sette scudetti in bacheca, papà da un anno e tra poco marito. Ah, dimenticavamo, da ieri campione del mondo. Nato a Genova, portacolori della Pro Scogli Chiavari, il suo titolo iridato arriva al termine di un processo di maturazione che l’ha visto crescere in maniera costante, migliorando giorno dopo giorno e senza pause. Quando gonfia la rete diventa incontenibile, quando decide di scappare agli avversari è imprendibile, trovarselo davanti e farlo arrabbiare, specie se con la pagaia in mano, è un qualcosa da evitare assolutamente. Marco Porzio, il numero 10!

Coach, DT: RODOLFO VASTOLA

boffileggendariookE’rimasto in apnea da lunedì scorso al golden goal di Edoardo Corvaia, ieri pomeriggio; poi è esploso, ha sorriso, è tornato finalmente a respirare e si è goduto un trionfo meritatissimo. Nei sette giorni passati senza respiro però coach Vastola ha disegnato, pennellata dopo pennellata, il quadro mondiale dell’Italia a Siracusa. Dall’alto del pontile ha dato indicazioni precise, chiare, dirette, impossibili da non ascoltare! Ha cambiato in corsa, ha fatto scelte difficili, ha sbrogliato situazioni complicate sfruttando la sua grande esperienza da giocatore in maglia Posillipo e la capacità di dialogo che affina giorno dopo giorno grazie anche alla sua attività di professore universitario. Il professore per i suoi studenti, il coach, l’allenatore, il motivatore, per la canoa polo italiana. “Boffi tutto bene?”, “Te lo dico domenica”; “Coach tutto bene?”, “Ti rispondo domenica”; “Rodolfo, tutto ok?”, “Ci sentiamo domenica”. Domenica è volato in acqua, poi a cena si è seduto, ha mangiato, ha lasciato che uscissero tutti e ha accarezzato la coppa. In quella mente tanti pensieri, tante idee, tanti ricordi. Tutti bene evidenti nel sorriso, spuntato finalmente, accarezzando la coppa dei Campioni del Mondo! Coach! 

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Lo staff e il resto del team: Davide D’Addelfio come assistant coach, Fabio Sauro e Riccardo Ibba al fianco del team,  le mani esperte del “fisio” Mattia Garrone a rimettere in sesto i campioni ad ogni partita, Ciro Lucci e Mauro Bevilacqua, il team leader Fabiano Roma, i tecnici Francesca Ciancio, Pierpaolo Arganese, Giacomo Amelotti. Le ragazze della senior femminile che volano ai world games grazie al quinto posto, gli under 21 maschili di bronzo e le azzurrine dell’under 21 protagoniste di un mondiale in forte crescita. E tutti coloro che non abbiamo citato ma che, a Siracusa, in tutta Italia e nel mondo hanno contribuito a questo piccolo, grande, straordinario successo.

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