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POLO: IL DOPO MADRID DEL CT RODOLFO VASTOLA: "CI ALLENIAMO PER VINCERE"

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polovastolaA tu per tu con Rodolfo Vastola, tecnico della nazionale maschile di canoa polo. L’europeo di Madrid va in archivio con il quinto posto della nazionale senior. Un risultato che soddisfa?


Sicuramente è un risultato positivo. La squadra è nuova per 6/10 con molti ragazzi che non hanno una grandissima esperienza internazionale. Non nego che la semifinale potesse essere alla nostra portata, ma considerando il cambio di regolamento con l’introduzione dello shot clock e la poca esperienza maturata con queste regole si può ritenere il quinto posto un buon punto di partenza.


Positiva la vittoria contro i padroni di casa della Spagna. Una partita non facile! Con quali certezze riparte, la nazionale maggiore, dopo questo europei?

 


La vittoria con la Spagna ha dimostrato ancora di più la bontà del gruppo. Non era facile vincere con i padroni di casa soprattutto perché durante il torneo hanno sempre mostrato un’ottima condizione atletica. Credo che le certezze vadano costruite nel tempo. Sarà molto importante in questo anno aumentare l’attività di selezione della squadra nazionale. È mia intenzione individuare un gruppo di 20 atleti da cui dovrà essere selezionata la squadra senior di 8/9 atleti.

Dove invece bisognerà lavorare di più?

Su tante cose. Le abilità tecnico/tattica e la condizione atletica singolo, unita a una maggiore sinergia di squadra. A livello tattico vorrei cercare di avere giocatori sempre meno specializzati e capaci di ricoprire durante la partita diversi ruoli. Ma non sarà una cosa molto facile perché in Italia tendiamo a interpretare in maniera troppo statica questa disciplina e la tecnica di base canoistica di molti atleti non è sufficiente ancora per supportare il gioco che ho in mente. Bisogna allenarsi un po’ meno con la palla ed un po’ più in canoa. Un forte giocatore di canoa polo deve essere capace di tirare e passare in maniera adeguata ma anche di trovarsi nel posto migliore per effettuare il tiro avendo “speso” la minor energia possibile. Il messaggio che voglio trasmettere è che i tecnici di società devono cercare di lavorare tanto sulla tecnica canoistica.

Dopo l’era Pagano, il tuo approdo in panchina ha portato cambiamenti importanti. Con quali obiettivi stai portando avanti questo tuo nuovo incarico?

Il mio obiettivo di Tecnico è quello di vincere, non c’è dubbio. Ma allo stesso tempo da coordinatore tecnico delle squadre nazionali mi pongo tra gli obiettivi quello di lavorare tanto sui settori giovanili, indicando per le categorie di riferimento cioè U18 e U21 gli obiettivi tecnico/tattici e condizionali da raggiungere.


Che cosa ti ha sorpreso di più di questa nuova avventura sulla panchina della nazionale maggiore?

La capacità della nazionale francese di rigenerarsi. Anche loro hanno cambiato tanto ma hanno raccolto i frutti di tanti anni di programmazione e di lavoro dedicato ai settori giovanili. Anche lo stress della panchina ma non pensavo che fosse così dura.

Tornando ai campionati europei di Madrid, dà indubbiamente fiducia che accanto ad una squadra senior comunque competitiva, ci sia un’under 21 capace di andare a podio continentale. Un buon segnale di continuità per agganciare quali obiettivi?

Gabriele sta lavorando bene da diversi anni e sono molto felice per il movimento per la medaglia ottenuta. Sicuramente ci sono elementi validi nella squadra U21 italiana, ma entrambi concordiamo che devono allenarsi tanto e crescere soprattutto dal punto di vista atletico per ambire alla nazionale senior. Atleti come Luca Bellini, Marco Porzio, Diego Pagano o Andrea Romano devono rappresentare l’obiettivo da raggiungere e da provare a superare.

Un’ultima domanda sul prossimo campionato di serie A. Cosa dobbiamo aspettarci secondo te, quali saranno le squadre da temere, Posillipo campione d’Italia a parte?

Soprattutto il Chiavari, ma penso che il Siracusa possa fare bene.

Grazie a Rodolfo Vastola! Alla prossima!

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