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GIOVANNI DE GENNARO, ORO A MARKKLEEBERG. IVALDI AD UN PASSO DAL PODIO

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degennaroesultanzaGiovanni De Gennaro vince la medaglia d’oro nel K1 maschile tra le acque tedesche di Markkleeberg, sede della terza prova stagionale di Coppa del Mondo. Una gara perfetta, quella messa in acqua dal Carabiniere bresciano di Roncadelle, che dopo il decimo posto di semifinale, in finale parte per primo, piazza il tempone e fa sua la medaglia d’oro. 

A poco più di un anno dall’oro conquistato, sempre in coppa del mondo, nel giugno 2016 a Ivrea, poco prima di volare poi ai giochi olimpici di Rio, Giovanni De Gennaro torna dunque nuovamente sul gradino più alto del podio. L’oro odierno arriva grazie al tempo di 92,83. A 2.95 di ritardo chiude al secondo posto il tedesco Sebastian Schubert mentre il bronzo va al giapponese Kazuya Adachi, staccato da Giovanni De Gennaro di 5.46. 

Quarto posto, ad un passo dal podio e da quello che sarebbe potuto essere un bis azzurro, Zeno Ivaldi, pagaiatore del CC Verona staccato di 6.33 dalla medaglia d’oro di Giovanni De Gennaro. Pesano sulla sua gara, purtroppo, i due tocchi di palina e i conseguenti quattro secondi di penalità senza i quali anche per Zeno sarebbe arrivata la gioia della medaglia. Domani si torna in gara con Stefanie Horn nel K1 femminile e Roberto Colazingari nel C1 maschile. 

SEMIFINALE OSTICA, MA GIOVI E ZENO ENTRANO NELLA TOP TEN

Tutt’altro che facile la semifinale per gli azzurri in gara. Al via si presentano in tre italiani con Marco Vianello, giovane del CCKValstagna, che chiude in 34esima posizione e non riesce ad entrare nella top ten per giocarsi poi le medaglie. Fuori dai dieci fior fiore di campioni come Peter Kauzer, il leader di Coppa del Mondo Vit Prindis, i francesi Neveu e Biazizzo, il campione olimpico in carica Joseph Clarke e molti altri. Zeno Ivaldi e Giovanni De Gennaro invece stringono i denti e centrano la top ten. Nella semifinale vinta in 95.51 dal tedesco Alexander Grimm, oro a Pechino 2008, Zeno Ivaldi chiude in ottava posizione con il tempo di 97.53 mentre Giovanni De Gennaro, nonostante un tocco di palina alla porta 4, non si scompone e ferma il cronometro sul 97.70, a 2.19 dalla vetta e in decima posizione. Per i due azzurri si aprono le porte della finale; una finale che regalerà emozioni.

FINALE STELLARE, GIOVANNI DE GENNARO PERFETTO E POTENTE, ZENO AD UN PASSO DAL PODIO

A partire per primo in finale è Giovanni De Gennaro, decimo e ultimo dei qualificati in semifinale e ad aprire le danze nell’atto conclusivo. Concentrato, determinato e a proprio agio, Giovi sfrutta le sue lunghe leve da subito e soprattutto trova un’intesa maestosa con il canale tedesco. Il suo stile aggressivo e sempre al limite, ma ben calibrato nei movimenti, gli permette di scandagliare visivamente ogni palina senza toccarla; l’ingresso in velocità alla porta numero 4 in risalita è perfetto, così come lo è l’uscita rapida e veloce. L’azzurro scivola via bene e con aggressività, mette in mostra una tenuta fisica invidiabile ma soprattutto non perde mai di vista l’obiettivo e la linea migliore.

Attende il momento giusto per inclinarsi con il busto alla 7 e alla 8, senza forzare ma facendosi accompagnare dalla corrente. Spinge per portare la sua canoa sul lato destro del canale e alla 10 entra ed esce in risalita senza alcuno spreco di colpi; sale sull’onda alla 11, alla 12 dopo il buco accompagna e fino alla 13 spinge con costanza e potenza fino a scendere alla 14 in risalita. Qui la prua va verso l’alto, aggira la porta come solo lui sa fare e svolta diretto senza salutare. Non c’è tempo, c’è una medaglia da conquistare e lui vuole quella più preziosa; stringe i denti e ancora con precisione sguscia via fino alla 19 dove, in risalita, toglie la ragnatela, controlla che non ci siano impurità e si spinge oltre. Alla 20 l’insidia lo aspetta ma lui, un attimo in anticipo, va in movenza circense passando avanti. Alla 21 ha la maturità di sfruttare la sponda del canale per spingersi con la pagaia e ritornare in azione con compostezza assoluta; poi lo sprint finale a denti stretti e baffo in ordine fino al traguardo. La punta tricolore del suo kayak incontra il segnale della fotocellula, Giovi capisce ed esulta come ad un rodeo, mentre la sua barca tricolore solca le onde tedesche. 

E se all’arrivo c’è gioia, in partenza capiscono tutti che non sarà facile. Ci prova Vavrinec Hradilek, ceco che a Londra 2012 ha vinto l’argento alle spalle di Daniele Molmenti, oro azzurro e ora DT assieme ad Ettore Ivaldi; l’eclettico pagaiatore però parte come un razzo ma, consapevole di dover strafare per stare davanti a De Gennaro sbaglia alla numero 6 collezionando un salto di porta e vanificando da subito la sua prova. Subito dopo tocca a Zeno Ivaldi, pagaiatore del CC Verona la cui gara è precisa e potente anche se a tradirlo, alla porta numero 6 e alla porta numero 18, sono due tocchi di palina senza i quali anche lui sarebbe riuscito a salire sul podio.

“Sono contento di aver ripreso a buoni ritmi - dice Zeno - anche se dopo il quarto posto a squadre agli europei e il quarto posto di oggi, direi che con i legni spero di aver chiuso in questa stagione. In vista della prossima prova di coppa del mondo in programma a Ivrea questo risultato dà comunque positività; ora però è chiaro che ho voglia di migliorarmi ulteriormente, su un canale, quello italiano, nel quale lavoriamo spesso e che mi piace decisamente di più rispetto a questo. Qui il percorso era strano, piuttosto difficile e con molte sponde; le sensazioni insomma non erano delle migliori ma nonostante ciò sono riuscito ad interpretare bene la gara e ad arrivare ad un passo dalla soddisfazione personale e dal podio. A Giovi ovviamente ho fatto i complimenti; sono contento per lui, è una medaglia importante e bellissima e dà carica a tutta la squadra”. 

Ivaldi resta sul podio fino ad una manciata di atleti dalla fine; dopo di lui tocca allora a Sebastian Schubert, il tedesco che senza penalità limita i danni inserendosi a 2.95 da De Gennaro. Poca gloria invece per l’ucraino Tsviet che si chiama fuori dalla lotta per le medaglie già alla porta numero 7, toccandola e ripetendo l’errore anche alla 8. Chi parte bene è l’australiano,fino al 2006 francese Lucien Delfour. Anche per lui però alla 7 arriva il tocco, alla 10 in risalita ne arriva un altro e le medaglie diventano un miraggio. Grintoso e apparentemente senza paura appare invece al cancelletto di partenza il francese Sebastien Combot. “Peccato” però che il trentenne francese, campione del mondo 2007 e a squadre nel 2014, si pianti già alla porta numero 4 toccandola; poi alla 7, e infine alla 17.

Ne mancano tre, il giapponese Adachi, terzo in coppa del mondo a Tacen lo scorso anno ma già da subito meno esplosivo di Giovanni. Il suo 98.29 è però abbastanza per piazzarsi davanti a Zeno (99.16) ma non al tempone di De Gennaro. Ne mancano due ovvero Jiri Prskavec e Alexander Grimm. Prskavec, ceco, è il bronzo olimpico di Rio 2016, ha 24 anni e nel 2015 ha messo al collo l’oro mondiale a Lee Valley. Ebbene, titoli che potrebbero far tremare tutti; anche perchè la sua partenza per alcuni metri è stellare; il computer ceco va però subito in tilt, tocca alla porta numero 4 e da lì non riesce più a rientrare. L’ultimo a scendere è Alexander Grimm, campione olimpico di Pechino 2008, trentenne di Augsburg e abituato alle grandi tensioni. Grimm al primo intertempo è davanti di 32 centesimi rispetto a De Gennaro ma la sua pagaiata sembra un tantino appannata. Impressioni che, metro dopo metro, diventano conferme. Grimm cede, rallenta, sbaglia, e alla 12 tocca. Una palina che ne stravolge completamente la prova. Saltano gli schemi, la mente va in tilt e l’Italia può esultare. Giovanni De Gennaro da Roncadelle, in provincia di Brescia, torna sul gradino più alto del podio:

“Appena arrivato al traguardo ho capito di aver fatto una grande gara. Mi aspettavo un 94, sarei stato contento anche di un 95 secondi ma arrivare addirittura a 92 è stato pazzesco. I brividi; il percorso ha portato moltissimi a sbagliare, le condizioni meteo non hanno aiutato e la pressione era tanto - commenta a caldo Giovanni De Gennaro dopo la medaglia - ho pensato ad andare, a spingere e ad andare. Un anno fa a Ivrea fu bellissimo, vincere davanti alla mia gente è stato fantastico. Qui però il sapore è diverso, perchè qui c’erano tutti i migliori, non giocavamo in casa e la sfida era ancor più difficile. Vincere, è straordinario, e dà ulteriore carica per presentarci a Ivrea, dall’1 al 3 settembre per la quarta prova di coppa del mondo dopo la pausa, ancor più agguerriti e desiderosi di difendere il nostro tricolore e tenere alto l’orgoglio italiano. Quale è stato il segreto della mia vittoria di oggi? Non lo so, so solo che ho forzato quando serviva, lasciando andare e attendendo laddove forzare mi è parso inutile. Spingendo sempre, oggi, non si arrivava al traguardo. E’stato bellissimo”. 

“Non è ancora finita perchè domani ci sono altre finali ma queste medaglie, questi risultati, danno fiducia - commenta il dt azzurro Ettore Ivaldi - il percorso era difficile e senza una particolare logica ma i ragazzi sono stati bravi ad intepretarlo al meglio e a trasformare le difficoltà in opportunità. Stiamo lavorando molto ed è bello vedere che i ragazzi seguono i propri compagni a bordo fiume, correndo e incitandoli lungo tutta la gara; e vedere che i risultati arrivano, nel kayak maschile, nel kayak femminile, nella canadese. Vedere che si aiutano reciprocamente è bellissimo per noi tecnici ed è uno degli aspetti fondamentali sui quali lavorare per far crescere l’intera squadra”. 

A premiare Giovanni De Gennaro sul podio, ad un anno di distanza da quando a Ivrea condivise il podio proprio con #GioviDeGe, è stato oggi Daniele Molmenti, al suo primo oro da direttore tecnico azzurro: “E’bello vedere che il ciclo continua, che l’Italia continua a salire sul podio - commenta Daniele - Giovanni era dall’inizio dell’anno che cercava questa prestazione e oggi è riuscito nel suo intento, per il quale abbiamo lavorato moltissimo. L’obiettivo di questa stagione è ovviamente il mondiale di Pau (Francia) tra settembre e ottobre, ma podi come questi danno grande carica. Le sensazioni provate oggi da Giovanni, ma anche la grande prova di Zeno e la semifinale conquistata da Marco Vianello sono pezzi di un grande e più ampio puzzle al quale ci stiamo dedicando con anima, cuore e passione. Abbiamo lavorato sulle virgole, sui dettagli, e continueremo a farlo. Solo così si migliora. Adesso attendiamo di vedere come andrà domani con le finali del kayak femminile e della canadese monoposto, continuando a lavorare e a rimanere concentrati. Bravi davvero, forza azzurri”. 

Domani quindi si torna in azione con semifinali e finali per K1 donne (Stefanie Horn) e C1 maschile (Roberto Colazingari). Risultati in diretta, live streaming e dettagli al link: https://www.canoeicf.com/canoe-slalom-world-cup/markkleeberg-2017

 

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