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MOLMENTI PRONTO A PARTIRE: "CARICO E DETERMINATO DOPO AVER SCALATO IL GRAN PARADISO"

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molmentiapplausoMani nella resina e un continuo scambio di idee e opinioni con l’allenatore di fronte ad una pagaia che non ne vuole sapere di prendere l’assetto desiderato. Lo incontriamo così Daniele Molmenti, impegnato a testare e a migliorare una delle sue ultime pagaie nella palestra del CFS di Carpanè (VI). A pochi mesi dai mondiali di Bratislava in cui l’azzurro ha conquistato il posto barca per l’Italia nel K1 slalom, Molmenti è già pronto a ricominciare:

“Dopo i mondiali ho trascorso un po’di giorni in montagna, lontano dall’acqua ma comunque a contatto con la natura. Ho camminato tanto sia su terreni facili ma anche su quelli più impegnativi. Con i ramponi ho avuto anche la soddisfazione di affrontare e superare il mio primo quattromila, il Gran Paradiso, un’esperienza e un’emozione unica”.

Archiviate le ferie però sei tornato in canoa ed ecco subito il raduno di Londra; quali considerazioni hai portato a casa dal periodo trascorso a Lee Valley:

“E’stato interessante anche se gli organizzatori cambiavano il tracciato quotidianamente impedendoci di trovare punti di riferimento con facilità. Siamo ancora nella fase di sperimentazione anche per loro, una fase che si concluderà a marzo permettendo poi di provare il canale in un assetto più o meno definitivo in vista delle Olimpiadi. E’chiaro che il mio obiettivo è innanzitutto quello di prendere parte ai giochi di Londra 2012 e proprio per questo sarò ancor più meticoloso del solito nella preparazione e nell’avvicinamento alle gare importanti”.

E proprio a proposito, lunedì partirai per la Cina:

“Si, lunedì parto per la Cina. Dopo gli allenamenti di questi giorni tra il Noncello ed il Brenta mi trasferirò per un mese in Cina, in occasione degli Asian Championship che per il continente asiatico varranno anche come qualificazione olimpica. La competitività sarà molto elevata, il canale su cui si gareggerà è nuovo e il clima è decisamente più caldo rispetto all’Italia. Tutti fattori che mi hanno convinto ad affrontare questa esperienza. Archiviata la Cina volerò invece in Australia dove arriverò il 25 dicembre. Da qui inizierò tutta una serie di allenamenti sul canale di Penrith finalizzati al raggiungimento della condizione fisica ottimale in vista poi dell’avvicinarsi delle gare importanti. La palestra sarà il mio “pane quotidiano” per poi concentrarmi sull’aspetto tecnico da febbraio quando arriverà anche Pierpaolo Ferrazzi, il mio tecnico, con il quale perfezioneremo il cammino di avvicinamento alle gare.”

Si cambia dunque location per i primi allenamenti, ma si valutano anche diversi tipi di canoe, vero?

“Certo, da Londra sto provando e riprovando alcuni modelli di canoe che assieme agli esperti del settore stiamo cercando di modellare per ottenere il massimo della competitività. Fino allo scorso anno pagaiavo con Caiman, adesso sto valutando anche alcune imbarcazioni Nelo. Anche per questo i prossimi mesi saranno decisivi e fondamentali per scegliere quale sarà quella che andrò a cavalcare per andare a caccia dei risultati importanti”.

Il tuo fino ad ora è stato un inverno super impegnato e sono molti gli incontri che hai tenuto nelle scuole e di fronte a giovani del territorio per trasmettere l’importanza del fare sport e dei valori che lo sport trasmette. Cosa ti rimane di queste esperienze una volta che si concludono?

“Tante cose, indubbiamente. Stare a contatto con i giovani è una cosa stimolante. Mi sorprendono sempre e anche da loro imparo qualcosa. Le loro domande sono sempre azzeccate e mi piace spesso quando, dopo aver spiegato che la canoa comporta comunque dei sacrifici, mi chiedono il perché io abbia deciso di pagaiare e di fare questo sport. A questa domanda rispondo con un esempio semplice. Li invito ad immaginare quali sensazioni provano, una volta terminato un videogioco. Loro sono ovviamente contenti e soddisfatti di essere riusciti ad arrivare all’ultimo livello e qui scatta il paragone; a loro dico infatti che quella emozione che loro provano di fronte ad un videogame io la provo moltiplicata quando riesco a far bene una gara, a vincere una medaglia importante, a sentir risuonare l’inno di Mameli. Li invito a non tirarsi indietro di fronte alle difficoltà, trasmetto loro la mia esperienza e questo arricchisce loro ma stimola tantissimo anche me.”

E allora, a proposito di attività extra canoa che rendono raduni e allenamenti meno faticosi, raccontiamo cosa è successo mesi fa a casa di Campbell Walsh?

“Ok dai, diciamo subito che a Londra noi italiani abbiamo già vinto la medaglia d’oro come miglior cucina. In occasione del raduno di agosto Campbell Walsh aveva organizzato a casa sua un barbecue tra canoisti. Arrivati sul posto abbiamo scoperto che CW era tanto bravo in canoa quanto inesperto come cuoco; il barbecue poi non era dei migliori e se non fosse stato per noi nessuno avrebbe mangiato. Pochi giorni dopo ci siamo fermati in un distributore di benzina all’esterno del quale c’erano dei barbecue, stavolta adatti, in offerta. Non ci abbiamo pensato su due volte e glielo abbiamo regalato. Gli abbiamo fatto un piacere, ma ce lo siamo fatti anche a noi tutto sommato così la prossima volta che ci inviterà troveremo pronto, o almeno lo speriamo”.

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