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SUL CANALE OLIMPICO RIFINITURA TECNICA E QUATTRO CHIACCHIERE CON NICCOLO’FERRARI

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niccoloferrari

Altra giornata di duri allenamenti a Londra per gli azzurri della canoa slalom. Clima sereno nonostante la fatica con la spedizione italiana che oggi ha suddiviso l’allenamento in tre sessioni da mezzora, durante le quali ciascuno è riuscito a concentrarsi sui punti di forza ma anche e soprattutto sui passaggi ad oggi meno chiari o più difficoltosi.

I tecnici hanno ripreso le discese degli azzurri cronometrando i vari passaggi, lasciando due ore di pausa tra l’allenamento del mattino e la rifinitura tecnica del pomeriggio. Gradita sorpresa in pausa pranzo con l’arrivo di tre maxi pizze, preparate ad hoc per non appesantire comunque la forma degli atleti. Risultato raggiunto e una “fetta”di Italia che lontano da casa non fa mai male. A confermarlo è Niccolò Ferrari, ciduista e portacolori del CC Bologna che prima di volare a Praga trascorrerà due giorni nella sua Bologna, godendosi qualche giro in bicicletta nella Valle del Reno, tra Casalecchio e Sasso Marconi:

“Essere su questo canale è un qualcosa di straordinario ma è indubbio che sia anche fonte di qualche momento difficile dal punto di vista psicologico. Essere nel cuore di quella che sarà la prossima olimpiade è motivante e al tempo stesso responsabilizzante. Come da direttive stiamo caricando per preparare al meglio il mondiale di settembre a Bratislava. Tra dieci giorni a Praga affronteremo l’ultima gara ufficiale prima del campionato del mondo; in Repubblica Ceca arriverà l’ultima importante verifica prima dell’appuntamento clou di questa stagione. Qui a Londra abbiamo cercato di affrontare più volte il canale, facendo esperienza, provando soluzioni sempre nuove. Un’altra cosa che ci è servita è stata quella di andare anche oltre la stanchezza. Quando vai oltre la stanchezza ti trovi a dover trovare forze ed energie nuove, non convenzionali; diventa più un qualcosa di mentale che di fisico. E questo aiuta a crescere”.

Niccolò Ferrari è lo “Sternman” nel C2, colui che sta dietro; Pietro Camporesi è invece il “Bowman”. Una formazione studiata e decisa dopo prove e allenamenti e che è andata a definirsi nell’autunno del 2006.

“Io e Pietro siamo un equipaggio relativamente giovane ed è chiaro che vivere a Bologna, dove manca l’acqua mossa, è un aspetto che ci costringe a spostarci di frequente. Ecco allora che provare un canale come questo è fondamentale. Vivo ogni momento, ogni porta, ogni ricciolo in maniera totale; non voglio perdermi nulla e voglio sfruttare al massimo questi allenamenti. A mio modo di vedere un C2 inizia a conoscersi al meglio dopo dieci anni di “vita sportiva” assieme. Io e Pietro siamo cresciuti ma sento che i margini sono ancora ampi. Rispetto alle altre barche il C2 è anche più difficile da vivere, nel vero senso della parola. Sei in due, capitano momenti in cui non sempre si va d’accordo e qui entra in gioco la figura del tecnico; l’allenatore che vede da fuori è l’unico che può mediare. Non deve mancare poi il divertimento; io mi diverto ad andare in canoa, anche grazie a questo riusciamo ad affrontare con positività i momenti meno positivi”.

Niccolò arriva a Londra dopo un periodo intenso, e non solo canoisticamente parlando. Nella sessione estiva l’azzurro è riuscito infatti a dare ben cinque esami, passi importanti per laurearsi in scienze motorie, rifiutando peraltro anche un 20 in teorie dell’allenamento:

“Un venti in teorie dell’allenamento era un qualcosa che non potevo accettare – scherza Niccolò – mi alleno due volte al giorno e non potevo proprio scrivere venti sul libretto. L’ho rifiutato e alla seconda volta è andato decisamente meglio, bene così. Terminata la sessione ho avuto modo di dedicarmi un po’più alla lettura, altra mia grande passione, e non vedo l’ora di tornare a Bologna, anche solo per due giorni, per dedicarmi ad un po’di rilassante mountain bike; apre la mente, mi permette di rilassarmi tenendomi comunque in forma.”

Niccolò è da molti considerato “Il nobile” della squadra: “E’un qualcosa che non mi dà fastidio; a me piace semplicemente impegnarmi e comportarmi bene; so che quando sono qui vengo per allenarmi. Poi è chiaro che se capita un po’di svago me lo concedo volentieri. Ma sono molto attento all’aspetto sportivo e so che se mi comporto in un certo modo aiuto anche il mio fisico e la mia mente ad andare meglio in gara. Questo grazie anche alla Federazione e al CC Bologna; qui a Londra sto vivendo un’opportunità importante; con il CC Bologna sono comunque in ottime mani. E’chiaro che a volte il pensiero di poter approdare in un corpo militare si fa sentire. Ma in generale credo che a questi livelli sarebbe importante che altri enti, oltre a Forestale e Marina, si affacciassero al nostro sport. Sarebbe un volano importante per far crescere tutto il movimento. Poter fare della canoa la propria professione è un qualcosa che permette di essere anche più tranquilli. Ma adesso non ci penso, mi godo questo momento e cerco di fare del mio meglio. Per vedere Londra, per rilassarmi, ci sarà tempo, adesso scusatemi, ma vado ad allenarmi.”

E allora buon allenamento Niccolò! A presto!

 

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