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DANIELE MOLMENTI: "TACEN? UN BELLISSIMO RICORDO, LA SEU IL PRESENTE DAL QUALE CRESCERE ANCORA"

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molmentipodioseu11A pochi giorni dall’ennesimo trionfo, quello europeo a La Seu d’Urgell, Daniele Molmenti parla ai microfoni di www.federcanoa.it. (Le foto a corredo dell’intervista sono di Aurélien Maynadier)

Daniele Molmenti, complimenti innanzitutto per l'ennesima vittoria. Domanda inevitabile, te l'aspettavi?

Negli anni le gare in Spagna son sempre state con l’oro al collo o un forte disastro, così almeno qui ho imparato a non aspettarmi più niente dalle mie manche, è un canale troppo imprevedibile!

Dopo la prima manche di qualifica in cui eri oltre il 30°posto c'è stata in te un po'di preoccupazione o era tutto calcolato?

Di certo non avevo calcolato di fare un 50 in prima manche! Però ogni tanto si sbaglia e può succedere di avere penalità così, per fortuna era la prima delle qualifiche e con la seconda ho subito tolto tutti i dubbi sul mio stato di forma.

Ci racconti come hai vissuto i dieci minuti prima della finalissima a La Seu d'Urgell?

Gli ultimi dieci minuti sono già in barca che riprendo il percorso nella mente e mi preparo ristudiando la strategia porta per porta. Le sensazioni ormai sono solo di determinazione e una forte concentrazione. La tensione c’è sempre, ma sono capace di tenerla in disparte e anzi usarla a mio vantaggio quando forse c’è troppa sicurezza sul percorso.

In gara quali erano le sensazioni? C'è stato un momento in cui hai capito che stavi portando la tua canoa dritta dritta davanti a tutti gli altri?

In gara le sensazioni che provo sono davvero poche, e sinceramente passato l’arrivo non ricordo tanto della mia prova. Certo arrivano dei pensieri nei tratti facili come “dai che va bene”, “carina quella a riva..”però arrivano e se ne vanno subito perché la concentrazione si mangia tutto.

Vinto l'europeo, ora la stagione entra nel vivo e si vola subito a Tacen dove un anno fa sei salito sul tetto del mondo. Cosa ti è rimasto di quella vittoria?

Un bellissimo ricordo certo! Al mondiale era andato tutto alla grande, e mi è rimasto quel ricordo come  un punto di riferimento da ricercare in ogni prova per poter esprimere al meglio il mio potenziale.

molmentisuperactionQuali sono i tuoi programmi da qui al mondiale di Bratislava?

Cominciamo con la coppa del mondo e allenamenti al canale di Londra. Allenarsi la sarà molto importante per capire come prepararsi per il prossimo anno. Ci saranno pochi giorni liberi questa estate, ma il programma è già pronto e tutto sta proseguendo alla grande.

Il tuo modo di andare in canoa è molto "rock". Qual'è la colonna sonora ideale per questa vittoria europea a La Seu d'Urgell?

Hmm…qualcosa di storico come Back in Black degli AC/DC

In quei "rari" (credo) giorni in cui non sali in canoa nè vai in palestra ad allenarti, come trascorri le tue giornate. Voglio dire, com'è il Daniele Molmenti campione d'Italia, d'Europa e del Mondo fuori dal pianeta canoa?

Se non pagaio vado tra i monti, faccio passeggiate tra le dolomiti friulane e ed un ottimo modo per rilassarmi e allenare le gambe e il fiato! Altro non faccio perché il tempo libero è davvero poco. Ogni tanto lontano dalle gare apro i libri e provo esami all’università, ma in quello non sono veloce come con il kayak.

Cos'è cambiato nella tua vita, da atleta e da ragazzo, dal momento in cui hai iniziato a vincere ovunque?

Questa domanda è molto difficile (Abbiamo messo in difficoltà un campione del mondo, wow! NDR). Dal punto di vista umano sono rimasto lo stesso, anche se nel mondo dello sport per forza di cose devo avere atteggiamenti più professionali e forse ogni tanto caricare il personaggio che gli altri pensano che io sia. Rispetto altri campioni catalogati come “antipatici” e solo perché vincono, mi sento molto più ben voluto: negli ultimi anni non pago mai un drink perché mi offrono sempre gli altri, fanno di tutto per avermi con loro negli allenamenti e nelle foto, e a parte qualche malalingua, mi sento proprio ben voluto! Questo non vuol dire che posso permettermi di tirarmela ma essere un punto di riferimento per tanti giovani mi porta anzi a migliorare il mio comportamento sia in canoa che fuori.

Senza tener conto della soddisfazione per i risultati, cosa ti piace oltre a questo del tuo lavoro?

Essere un atleta del CFS è un onore grandissimo e lo sport a questi livelli ti fa crescere e imparare come funziona il mondo e come sono davvero le persone: viaggio in tutto il mondo spesso anche da solo e nel sottile filo dell’amore e odio si imparano a riconoscere chi fa sport per i suoi valori puri da chi usa questi valori per cercare soddisfazioni egoistiche personali. Lo sport è quindi una scuola di vita che può far crescere molto come atleti ma anche e soprattutto come persone.

Grazie Daniele e buon 2011. Per chi volesse saperne di più su Daniele Molmenti, il suo sito internet ufficiale è www.danielemolmenti.it

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