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VELOCITA': I SOGNI SON DESIDERI, COME UN ORO CHE DIVENTA REALTA'

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santinicraciuntricoloreIl C2 d’oro di Daniele Santini e Nicolae Craciun si concede qualche giorno di riposo. Necessario per smaltire l’adrenalina da “impresa”, quella realizzata sulle acque di Poznan dal giovanissimo equipaggio azzurro; medaglia d’oro e titolo europeo nel C2 500 under 23, la medaglia più pregiata della spedizione azzurra in Polonia.

Craciun difende i colori del Circolo Canottieri Aniene, è nato in Moldavia il 14 giugno del 1994; Daniele Santini pagaia invece per le Fiamme Oro, è originario di Sabaudia e sognava l’oro azzurro da quando nacque, il 3 novembre del 1992.

Potenti e decisi in acqua, Nicolae e Daniele parlano a ruota libera nel dopo gara, e lo fanno a toni diversi perchè se per Craciun il momento del riposo è ora totale, per Daniele è in pieno svolgimento una gara importante per il proprio futuro, quello della maturità scolastica: “Sto studiando perchè mi manca ancora l’esame orale - dice Daniele - nelle ultime tre settimane prima dell’europeo sono stato impegnatissimo con gli allenamenti a Castelgandolfo ed essendo stato lontano da Sabaudia, casa mia, ho dovuto portare con me i libri e fare più volte il pendolare. L’oro mi ha dato grande soddisfazione, ora speriamo vada bene anche l’ultimo atto di quest’esame.”

c4santinicraciunAllenamento e studio per Daniele con Nicolae che ne ha approfittato per uscire anche in C1: “E’chiaro che quando lui non c’era io non potevo rimanere fermo e mi sono allenato spesso anche nell’individuale - afferma Nicolae - il nostro è un equipaggio appena nato, abbiamo fatto alcuni test e da subito ho sentito che la barca andava bene. Ci siamo allenati al meglio delle nostre possibilità, abbiamo sudato e faticato, abbiamo anche reagito a momenti non facili. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta e ora siamo già pronti a ripartire.”

Momenti non facili, come quelli vissuti poche ore prima della gara d’oro quando, sui 1000, il C2 azzurro ha chiuso in ottava posizione a oltre sette secondi dai vincitori dell’Ucraina: “I due ucraini li conoscevamo molto bene ma sui 1000 ci hanno messo davvero in difficoltà - aggiunge Nicolae - in finale eravamo stretti tra loro e i cechi, siamo partiti forte ma con il passare dei secondi e a causa anche di qualche nostro errore, siamo finiti dietro. A loro non pareva vero, hanno messo il turbo e ci hanno creato delle scie pazzesche dalle quali abbiamo fatto fatica a riemergere. Io sul finale non ne avevo più e all’arrivo eravamo veramente distrutti, fisicamente e psicologicamente. Avremmo potuto mollare, e invece...”.

E invece il giorno dopo, motivati a 1000, Nicolae e Daniele gli ucraini se li sono “mangiati”: “La delusione si è trasformata in voglia di rivalsa, quasi in rabbia agonistica - aggiunge Nicolae - in finale sui 500 eravamo tra Russia e appunto Ucraina. Stavolta è toccato a noi far loro assaggiare la nostra scia. Siamo partiti come dei razzi e all’arrivo io e Daniele ci siamo abbracciati dalla soddisfazione. Loro dietro non sono riusciti a rimontare e ammetto che lasciarli alle nostre spalle mi ha dato una gran felicità.”

L’oro europeo è un punto di partenza, non certo d’arrivo, per l’equipaggio azzurro: “E’un grande risultato ma non è mai abbastanza - conferma Daniele - il giorno prima della medaglia, oltre che il C2 1000, avevamo fatto anche il C4 sulla stessa distanza. Inevitabilmente la stanchezza iniziava a farsi sentire ma le motivazioni per vincere c’erano tutte. I tempi con i quali siamo arrivati a Poznan ci davano buone speranze per fare gare dignitose, ma l’oro è un risultato che va oltre le migliori aspettative. Bene che sia arrivato, adesso torno a studiare altrimenti con l’orale vado in difficoltà.”

Vai Daniele, a Nicolae che invece è a riposo chiediamo un’ultima cosa. E adesso? “Adesso ci godiamo qualche attimo di stop e poi ripartiamo in raduno. Siamo un bel gruppo, il lavoro fatto è stato tanto ma quello da fare non manca. Quindi avanti, con il sorriso e la voglia di tenere alti i nostri colori.”

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