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STORIE: "IO NON VADO MAI INDIETRO, IO VOGLIO ANDARE AVANTI". CRISTINA PETRACCA SI RACCONTA

Leggi dopo petraccaokAveva otto anni ed i colori scuri tipici della bella isola siciliana, la bandana in testa ed i capelli neri al vento; correva sul motorino insieme al papà sul Lungomare di Augusta quando vide per la prima volta delle ombra in acqua. “Sono barche da canottaggio”, gli disse il papà. “Io voglio scivolare sull’acqua come loro” rispose lei. Qualche giorno dopo conobbe quella che sarebbe diventata la sua prima allenatrice; al primo incontro le fece la classica domanda che si fa a tutti i bambini che arrivano ad un circolo sportivo sul mare: “Vuoi fare canoa o canottaggio? La differenza è che la prima va avanti l’altra va indietro.” Con decisione rispose: “Io indietro non vado mai, io voglio andare sempre avanti!” Ha iniziato, quasi per caso, Cristina Petracca, 23 anni e siciliana doc, di Augusta, ora romana d’adozione e atleta di punta della Nazionale Italiana Senior di canoa velocità.

Ha iniziato con gli occhi di chi guardava in televisione il suo corregionale Antonio Scaduto e correndo per casa cantilenava “io quando sarò grande vivrò a Roma, pagaierò per una grande squadra e avrò un fidanzato di Roma”. I sogni li aveva, la testa e la forza di andarseli a prendere anche. La prima mano sulla pagaia l’ha messa nel 1998 e dopo dieci anni di canoa ad Augusta, con la Polisportiva Rari 86 Augusta, l’hanno notata, hanno notato il suo talento e le hanno proposto di salire su un aereo e realizzare il suo primo sogno, vivere e pagaiare nella capitale con il CC Aniene. Tra l’ultimo anno di scuola superiore e i viaggi per allenarsi tra Roma e Sabaudia, ha conciliato lo studio e l’amore per la canoa riuscendo a diplomarsi con ottimi voti. Arrivati al bivio bisognava decidere, dietro di lei dei genitori ed una famiglia che le hanno dato la mano e le hanno fatto scegliere quello che le avrebbe permesso di provare a raggiungere i suoi obiettivi, pur consapevoli dell’aereo che l’avrebbe portata lontana… lei ha scelto di guardare avanti, con la stessa convinzione con cui nell’estate del 1998 decise di iniziare. Due anni al CC Aniene e i numerosi successi sotto i colori giallo blu l’hanno fatta accedere al concorso per entrare nel GS della Marina Militare, società della quale indossa i colori e dove tuttora pagaia.

Nello scatolone dei ricordi ha sistemato il primo titolo italiano che ha regalato alla Rari Augusta nel 2007 e nello stesso anno la gara che le è rimasta nel cuore e le ha aperto la speranza di un futuro sull’acqua: l’argento nel K2 junior agli europei di maratona di Trencin, in Slovenia, con Ilaria Ordesi. Dopo un infortunio alla spalla destra con una borsite e diverse infiammazioni che l’hanno costretta ad un periodo di stop e recupero e tornata in canoa e ha dimostrato all’Italia che non era finita…ma doveva ancora iniziare. Nel 2012 con fermezza, immenso coraggio di rimettersi in gioco e tanta soddisfazione ha ottenuto 5 titoli su 5 gare disputate (K1 200, 500 e 1.000 metri e, in coppia con Alessandra Galiotto, nel K2 200 e 1.000 metri) facendo capire a tutti che lei, se cade, ha la forza di ricominciare da zero e vincere.

Nel futuro, oltre la carriera militare in Marina, tanto sognata quando era sulle spiagge siciliane a guardare il mare all’orizzonte, ci sono i viaggi che sono la sua seconda grande passione. Confessa che l’Europa l’ha girata con la maglia azzurra, ma dati i tempi stretti e gli impegni di gara è stata difficile visitarla come avrebbe voluto. Sicuramente inizierà dalla sua bella Sicilia con un tour tra le bellezze dell’entroterra e il mare della sua isola che nonostante la distanza non ha mai dimenticato; quel mare che racchiude le sue prime medaglie.

Si ricorda con quella maglia bianca con lo stemma rosso, le risate ed il suo 420, le prime cadute e quei meeting delle regioni dove lottava con Sofia Campana, due bambine cresciute avversarie che ora si ritrovano insieme, in nazionale, con il tricolore al collo.

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