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DUE CHIACCHERE CON LUCREZIA ZIRONI ALLA VIGILIA DELLA PARTENZA PER GLI YOUTH OLYMPIC GAMES

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BUENOS AIRES 2018

Alla vigilia della partenza olimpica per gli Youth Olympic Games di Buenos Aires abbiamo fatto due chiacchiere con Lucrezia Zironi che, in seguito alle qualificazioni andate in scena lo scorso aprile a Barcellona, ha ottenuto il pass olimpico nel K1 femminile. La giovane azzurrina della Canottieri Mutina pur essendo specialista d’acqua piatta, ha dimostrato di sapersi ben destreggiare nello slalom, tra paline e manovre di eskimo, esprimendo al massimo la sua duttilità e accedendo con la sesta posizione nel ranking delle migliori canoiste europee.

D: Lucrezia complimenti per questo primo traguardo che arriva dopo una selezione davvero difficile nelle acque di Barcellona. Raccontaci come è stata l’esperienza di gareggiare in azzurro per guadagnarti un posto nella più importante competizione giovanile: cosa hai provato nel momento in cui hai saputo ufficialmente di essere rientrata tra le selezionate?

R: “E’ stato un traguardo in cui speravo molto ma che non è stato affatto facile raggiungere in quanto nella gara selettiva di Barcellona ho dovuto prendere parte a due gare: quella di velocita e quella di slalom (la classifica finale si ottiene sommando i punti ottenuti nelle due prove, ndr). Il buon piazzamento nella gara di velocità e l’essere riuscita a portare a termine una discreta prova di slalom, nonostante la difficile, manovra dell’eskimo, mi ha permesso di classificarmi nelle prime sei posizioni della classifica finale e quindi di poter partecipare agli YOG di Buenos Aires. Il momento più bello è stato indubbiamente quando ho scoperto di essere ufficialmente qualificata, inizialmente ero soddisfattissima ma anche incredula, sono quindi andata a controllare io stessa la ranking list e li mi sono davvero resa conto di ciò che era successo, è stato un momento davvero bellissimo!”

D: Una prova, come hai detto, dove hai dovuto cimentarti sia nella “tua” velocità che nella prova di slalom. Qual è stata la difficoltà maggiore che hai incontrato in gara e come stai affrontando il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi Giovanili?

R: “Indubbiamente le cose più difficili da imparare sono stati i movimenti necessari per affrontare la gara di slalom (per esempio l’eskimo), in quanto totalmente differenti da quelli che sono solita fare nella velocità! In questi ultimi giorni prima della partenza sto affiancando ai soliti allenamenti di acqua piatta con quelli in barca da slalom, supportata dal tecnico Federale Paolo Borghi, cercando di riprendere e consolidare le tecniche per affrontare al meglio il percorso.”

D: Quest'anno sei stata convocata anche per il campionato Europeo di Auronzo ed il Campionato del Mondo di Plovdiv. Un’esperienza formativa dove abbiamo visto una squadra femminile davvero compatta. Ma resta nella mente la vittoria del K2 agli EYOF di Gyor con Irene Bellan - ribattezzate “zirellan” - dove abbiamo visto che oltre la barca e gli allenamenti, c’è anche grande amicizia. Quanto è importante nell’ottica di squadra?

R: “Si quest’anno come lo scorso vi era un ottimo rapporto con tutte le ragazze e tutti i ragazzi! Vivere, allenarsi, mangiare assieme per due mesi fa si che si creino bellissimi rapporti. Ovviamente il poter avere in barca una persona con cui ti senti libero di poter parlare, condividere le strategie e soprattutto qualcuno con il quale puoi analizzare i difetti dell’equipaggio aiuta a migliorarsi un sacco ed avvicinarsi nel riuscire a creare “l’equipaggio perfetto”, così è stato l’anno scorso con Irene con la quale si era infatti creato un equipaggio affiatato sia in acqua che fuori, speriamo di poter ripetere nuovamente questo equipaggio e consolidare i successi ottenuti.”

D: “Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di giganti” diceva Isaac Newton. Come sei ora deriva da persone che ti hanno aperto la strada, ispirato, che ti hanno aiutata e supportata. Chi sono i tuoi “giganti”? Quanto il concetto di multidisciplina è utile nelle tue esperienze?

R: “Le persone che mi sostengono ogni giorno nel mio percorso agonistico sono davvero tante… in primis i miei genitori che non si perdono una gara e che fanno di tutto per non farmi saltare neppure un allenamento, poi la mia società e soprattutto i miei compagni di squadra fondamentali per allenarsi in modo ottimale, coi quali ho un rapporto bellissimo. Ci sono poi i miei allenatori Riccardo Pedrazzi che ha curato in modo direi maniacale la mia programmazione e gli allenamenti quotidiani, Gianni Anderlini che si è occupato di tutte le tecnologie quali GPS e raccolta dati seguendo anche la ricerca dei materiali, e Mario Moschetti che mi ha supportato negli allenamenti in acqua…con questo gruppo condivido fin dall’età di 7 anni la mia vita sportiva quotidiana. C’è poi papà, che da canoista, mi ha trasmesso la passione per questo bellissimo sport fin da piccola e mi ha sempre fatto provare tutte le discipline della canoa (velocità, slalom, discesa, polo, surfski…), cosa che mi è risultata molto utile proprio quest’anno che ho dovuto affrontare una gara non della mia disciplina specifica, ma della quale già conoscevo le primissime basi.”

D: Carica e pronta per la partenza, si vola in Argentina con tanti sogni e tante aspirazioni, per vivere un’esperienza esclusiva immersa nello sport a cinque cerchi. Cosa ti aspetti dalla manifestazione olimpica?

R: “Mi aspetto di vivere un’esperienza indimenticabile, di dare il massimo nelle gare, ma soprattutto di divertirmi un sacco e di conoscere tante nuove persone. Gareggiare in una manifestazione olimpica, seppur giovanile, penso sia il sogno di chiunque fa sport ad alto livello ed io realizzerà questo sogno tra pochi giorni. Sono carica di entusiasmo la mia preparazione è ad un ottimo livello nonostante una stagione lunghissima e molto impegnativa soprattutto dal punto di vista mentale: è iniziata ad aprile con la difficilissima qualificazione olimpica conquistata a Barcellona, continuata con i Campionati Europei di Auronzo di Cadore dove ho partecipato in K4 sulla distanza dei 500 metri conquistando l’ottava posizione, e un ottimo sesto posto ai Campionati del Mondo di Plovdiv in Bulgaria in K2 con Giulia Senesi, infine con i Campionati Italiani di categoria a Milano dove ho conquistato tutti e tre i titoli nel K1 200, 500 e 1000 metri. Sono pronta ad onorare il nostro tricolore che rappresenterò insieme a tutti i ragazzi e ragazze dell’Italia Team!”

La delegazione azzurra, composta da Lucrezia e dal DT per l’attività giovanile Ezio Caldognetto partirà venerdì prossimo. Ad attenderli in Argentina ci saranno le migliori atlete del panorama giovanile internazionale, tra cui la campionessa iridata di categoria, l’ungherese Eszter Rendessy. La Federcanoa seguirà costantemente l’evento con aggiornamenti giornalieri attraverso i social ed il sito web istituzionale.

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