I Campionati Europei di canoa slalom di Ivrea 2026 hanno rappresentato non soltanto un importante appuntamento sportivo internazionale, ma anche un’occasione concreta per sperimentare sul campo uno degli strumenti sviluppati nell’ambito di BENCHES – Biodiversity, Ecosystems and Nature Conservation Helped and Enhanced by Sports, progetto europeo finanziato attraverso il programma Erasmus+ Sport e coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’obiettivo del progetto è rafforzare la conoscenza del rapporto tra sport e biodiversità e accompagnare le organizzazioni sportive nell’integrazione della tutela degli ecosistemi all’interno delle proprie strategie e dei processi organizzativi.
BENCHES riunisce realtà provenienti dal mondo della ricerca, dello sport e della comunicazione: oltre alla Scuola Superiore Sant’Anna, fanno parte del partenariato la Federazione Italiana Canoa Kayak, World Athletics, International Biathlon Union, World Sailing, Sport Lisboa e Benfica e Touchline. Discipline e contesti ambientali differenti – dall’atletica al biathlon, dalla vela alla canoa, fino al calcio – diventano così casi di studio attraverso i quali sviluppare metodologie e strumenti che possano essere progressivamente trasferiti all’intero settore sportivo.
È in questo percorso che si inserisce l’applicazione, in occasione degli Europei di Ivrea, del BENCHES Biodiversity Assessment Tool for Sport, sviluppato per aiutare federazioni, club e organizzatori di eventi a identificare, misurare e gestire le possibili pressioni esercitate dalle attività sportive sulla biodiversità. Lo strumento è costruito per essere utilizzato anche da operatori non specialisti e consente di effettuare valutazioni comparabili nel tempo, trasformando i risultati in indicazioni operative e opportunità di miglioramento.
Per Ivrea l’analisi si è concentrata sull’Axis 4 – Biodiversity pressures of sporting events, dedicato specificamente alle pressioni generate dall’organizzazione di una manifestazione sportiva. Un’applicazione particolarmente significativa per la canoa slalom, disciplina che vive in una relazione diretta con l’acqua e con l’ecosistema che ospita allenamenti e competizioni.
L’assessment ha restituito un Average Biodiversity Score pari al 52,27%, accompagnato da un Quality Score del 77,22%. Il dato non va letto come una valutazione complessiva della sostenibilità dell’evento, ma come una baseline, una fotografia strutturata della situazione attuale utile a riconoscere le pratiche già adottate e, soprattutto, a individuare con maggiore precisione gli interventi sui quali concentrare il lavoro futuro. È proprio questa la funzione del tool BENCHES, pensato per essere utilizzato periodicamente e consentire alle organizzazioni di monitorare i progressi nel tempo.
Il valore dell’esperienza di Ivrea emerge però soprattutto andando oltre il dato percentuale. Il Biodiversity Tool permette infatti di confrontare quanto già avviene nell’organizzazione dell’evento con un insieme di pratiche migliorative, costruendo di fatto una mappa delle priorità sulla quale programmare le azioni successive.
Tra gli elementi già rilevati positivamente figurano il monitoraggio interno dei consumi idrici, il posizionamento e la segnalazione dei contenitori per i rifiuti, l’utilizzo di una quota di prodotti di pulizia biodegradabili, il controllo manuale dei livelli sonori e alcune pratiche di riuso o riciclo dei materiali di branding e comunicazione. Anche la scelta delle strutture ricettive in relazione alla vicinanza e all’accessibilità del luogo di gara rientra tra le misure considerate nell’assessment.
Parallelamente, il tool ha permesso di individuare una serie di possibili sviluppi: dalla definizione di procedure dedicate alla prevenzione della diffusione accidentale di specie invasive attraverso imbarcazioni, attrezzature e calzature, alla maggiore formalizzazione delle misure di protezione delle aree naturali sensibili; dalla formazione specifica dello staff a una comunicazione ambientale più strutturata rivolta ad atleti, volontari, fornitori e pubblico. Il report individua inoltre possibili azioni sul fronte del riutilizzo dell’acqua e della raccolta dell’acqua piovana, della gestione delle eccedenze alimentari, della prevenzione della dispersione dei rifiuti, della mitigazione dell’impatto acustico e di un maggiore utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili.
L’applicazione realizzata agli Europei dimostra quindi come un grande evento sportivo possa diventare anche un laboratorio di analisi e innovazione ambientale. Il risultato ottenuto a Ivrea costituisce un punto di partenza misurabile, dal quale sarà possibile verificare nel tempo l’efficacia delle azioni introdotte e costruire modelli organizzativi sempre più attenti alla biodiversità.