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DA SIRACUSA A ROMA 2020, PASSANDO PER I MONDIALI 2018 IN CANADA. LA POLO AZZURRA PRONTA ALLE NUOVE SFIDE

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italiapolovittoriDopo le medaglie europee conquistate a Saint Omer nel 2017, l’Italia della canoa polo torna a respirare profumo mondiale. Il 2018 infatti vedrà le squadre azzurre impegnate nell’appuntamento iridato in programma in Canada, a due anni di distanza dal trionfo di Siracusa e ad altrettante stagioni dal mondiale 2020, che l’Italia tornerà ad ospitare nella straordinaria cornice di Roma. 

Tra Siracusa e Roma, tante sfide e appuntamenti importanti che chiameranno a raccolta l’intero movimento della canoa polo italiana:

“Saranno tappe che affronteremo con il massimo impegno - spiega il direttore tecnico azzurro Rodolfo Vastola - il 2017 è stato un anno di grandi sfide e il 2018 ci riserverà competizioni ancor più avvincenti e ostiche. Il mondiale in Canada, dove ci presenteremo con le altre squadre pronte e con il coltello tra i denti nello sfidarci, non sarà facile. La senior maschile, la femminile, l’under 21 maschile e in parte anche l’under 21 femminile non sono più una sorpresa e le altre squadre lo sanno. Proprio per questo sappiamo che ad ogni sfida, ci troveremo di fronte ad avversari agguerritissimi, consapevoli di dover dare il massimo per avere la meglio sull’Italia. In questo biennio lavoreremo ovviamente per creare i presupposti per arrivare a Roma 2020 da protagonisti e in questo è molto importante la forte competizione che si sta sempre più alzando all’interno del gruppo. Ci sono tanti giocatori e tante giocatrici di grande qualità, e questo costringe tutti ad impegnarsi al massimo per ottenere risultati e in primis la convocazione in azzurro. Nella senior maschile poi, il ricambio generazionale è in atto e la fase, delicata, va affrontata nel migliore dei modi”.

Parlando delle nazionali senior, grande crescita in questi anni anche della formazione femminile che si sta sempre più consolidando ai vertici del panorama mondiale. Sorpreso di ciò oppure no?

“Assolutamente no, perchè il livello raggiunto è frutto di un lavoro che va avanti da tempo. La scelta poi di Francesca Ciancio di seguire da vicino le ragazze si sta dimostrando azzeccata; programmi personalizzati e un contatto costante danno poi i risultati che siamo riusciti a conseguire; e dopo la medaglia ottenuta ai World Games e agli europei, questo potrebbe essere l’anno della consacrazione o comunque del consolidamento dell’Italia femminile nella rosa delle migliori nazionali. Siamo potenzialmente, e senza alcun dubbio, tra le migliori sei-sette nazioni al mondo; in generale tutto il livello della polo femminile si è alzato anche all’estero e l’Italia non è rimasta a guardare”

Diamo uno sguardo alle nazionali under 21, sensazioni?

“Buone. Sono nazionali che stanno dando risultati e che beneficiano del buon lavoro che si continua a fare a livello di under 18 e di under 16. Il ricambio è garantito e la vicinanza alle nazionali maggiori dà ai giovani atleti under 21 lo stimolo ulteriore per non abbassare mai la guardia e lavorare in maniera efficace. Anche al femminile il progetto prosegue; i risultati per il momento possono sembrare meno esaltanti rispetto ad altre categorie, ma la strada è ben definita e step by step credo che anche le azzurrine otterranno miglioramenti di spessore. In generale credo che il lavoro di semina iniziato nel 2010, sulle basi lasciate dalle gestioni precedenti, ha consolidato il nostro livello migliorandolo ulteriormente. La medaglia di bronzo mondiale dell’under 21 è arrivata in una squadra completamente composta da ragazzi cresciuti a contatto anche in nazionale under 18; nel 2020 ripetersi non sarà facile ma l’obiettivo, quantomeno al maschile per il momento, credo possa essere quello di consolidarci come Italia tra le nazioni “Top Four” a livello planetario”. 

Di questo 2017 cosa le è rimasto impresso?

“Tante cose, su tutte l’ottimo argento dei World Games con l’Italia capace di confermarsi nonostante l’assenza di atleti del calibro di Pagano, Di Martino e Novara. Chi ha giocato ha saputo dare tutto ed è stata una finale di altissimo livello, così come agli europei dove ci siamo presentati con una formazione ancor più rinnovata e nonostante ciò il lavoro collettivo, a partire dalla base e coinvolgendo tutta la Federazione, ha dato risposte più che buone. E poi c’è da registrare l’importantissima prima medaglia femminile; un risultato storico, una base di partenza dalla quale trovare ancor più forza per alzare sempre di più l’asticella”.

Nazionali di successo sono anche sinonimo di un movimento generale in crescita?

“Certamente, credo oramai che il livello della polo italiana sia paragonabile senza ombra di dubbio a quelli di Germania e Francia. Abbiamo perso l’effetto sorpresa e se da una parte questo ci complica un po’le cose, dall’altra conferma che anche all’estero l’Italia è considerata una realtà da serie A”. 

Quale può essere l’ulteriore step da fare per il movimento?

“Sicuramente potenziare l’attività territoriale, per garantire un maggior supporto e competitività nei campionati e nelle categorie giovanili. Abbiamo già iniziato a lavorare negli under 18 e negli under 21, in vista di un oramai imminente campionato europeo under 18 per il quale vogliamo farci trovare pronti. E poi, ricordiamolo, che i risultati portano interesse, l’interesse porta visibilità e di conseguenza anche la possibilità di essere più conosciuti; e su questo aspetto l’auspicio è che grazie a tutto ciò possano arrivare anche ulteriori fondi da sponsor e altro, così da avere più opportunità sia a livello di club che di nazionale”. 

Un’Italia che nel frattempo, anche a livello individuale, si fa conoscere in campo internazionale con numerose squadre straniere che hanno “pescato” dal nostro campionato per rinforzare i rispettivi roster. La ritiene una cosa positiva o può essere questa una distrazione dagli obiettivi “interni”?

“E’una cosa assolutamente positiva, ci mancherebbe. Haack ha giocato in China Superleague acquisendo ulteriore esperienza, Bertelloni è diventato campione di Germania con l’Essen e Ada Prestipino ha vinto la Coppa dei Campioni. Tutto ciò permette ai ragazzi e alle ragazze di confrontarsi con realtà estere, diverse dalle nostre e molto competitive. Sono esperienze che ci “restituiscono” poi giocatori e giocatrici ancor più preparati ad affrontare grandi sfide. E’insomma solo un bene per il movimento”. 

A livello di club quali sono le sensazioni?

“Si lavora bene in molte squadre di club, anche internamente il livello cresce e questo dà grande qualità poi anche alle nazionali. Tutto è collegato; per il bene del movimento mi auguro ovviamente che la competizione aumenti e che a lottare per lo scudetto possano essere un numero sempre crescente di squadre. C’è chi si sta attrezzando e sta lavorando in maniera molto seria per andare a “disturbare” in maniera efficace i campioni e chi da tempo sta ai piani alti della classifica. Anche quest’anno ci sarà da divertirsi in campionato e con il ritorno di Davide Novara la polo italiana acquisisce un ulteriore step in avanti per quanto riguarda il livello”. 

Per la nazionale invece, quando inizierà l’attività?

“Inizieremo con l’attività regionale, nei centri di riferimento, a livello locale. Da gennaio invece spazio ai raduni con le squadre azzurre sui quali stiamo lavorando già da tempo per la pianificazione. Iniziare con i giusti tempi quest’anno è importante. Lo scorso anno, con quanto accaduto a livello federale, l’attività inizialmente ne ha un po’risentito. Aver ritrovato invece la serenità dal punto di vista dirigenziale favorirà anche il lavoro delle squadre nazionali. L’anno scorso siamo stati bravi ad isolarci dalle polemiche, è chiaro; ma la cosa ovviamente un po’si è sentita e sono felice che ora sia tornata la serenità. Anche grazie a questo lavorare sarà decisamente più bello in questa esaltante stagione che andrà ad iniziare”. 

 

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