Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo. Visualizza la Privacy Policy

Approvo

SLALOMISTI IN RADUNO: AUSTRALIAN OPEN, PRIMO BANCO DI PROVA PER GLI AZZURRI

Leggi dopo

paoloceccon

Prosegue a ritmi serrati, con allenamenti in acqua e in palestra, il raduno degli slalomisti azzurri impegnati tra Australia e Al-Ain, negli Emirati Arabi, dove pagaiano oramai dall’inizio del mese nove atleti. Tra le acque del “Wadi Adventure” di Al-Ain sono al lavoro gli azzurri di Rio 2016 Stefanie Horn (Marina Militare) e Giovanni De Gennaro (Carabinieri), il sublacense Roberto Colazingari (Carabinieri) e il portacolori dello SportClub Merano Jakob Weger, coordinati dal direttore tecnico Daniele Molmenti.

In Australia, sotto la guida del DT Ettore Ivaldi, pagaiano invece i pagaiatori del CC Verona Zeno e Raffaello Ivaldi, Paolo Ceccon (CCKValstagna), Niccolò Ferrari (Aeronautica) e Chiara Sabattini (Fiamme Azzurre). E saranno proprio i cinque azzurri impegnati nel raduno australiano ad “aprire le danze” tra le onde selvagge e le paline dello stadio della canoa di Penrith dove, nel fine settimana, si disputeranno gli Australian Open, primo importante appuntamento della stagione al quale saranno presenti i nostri atleti, chiamati a confrontarsi con molti big internazionali. 

Dal campione olimpico di Rio nel K1 Joe Clarke al ceco e campione del mondo in carica Jiri Prskavec, passando per il tedesco Aigner (quarto a Rio) non mancheranno i “top paddlers” nella categoria del kayak maschile. Ma occhio anche al padrone di casa Lucien Delfour, alle pagaiatrici del continente oceanico Jessica Fox (Australia) e Luuka Jones (Nuova Zelanda), senza dimenticare ovviamente lo slovacco d’argento di Rio nel C1 Matej Benus e il britannico due volte campione del mondo David Florence. Uno slalom che guarda a Tokyo 2020 consapevole delle novità di recente introduzione con l’inserimento nel programma a cinque cerchi del C1 femminile e l’esclusione del C2. Dall’Australia insomma, arriveranno indicazioni importanti tenendo comunque conto che il carico di lavoro per i nostri azzurri non permetterà loro di essere brillanti e al top della forma: 

“Prenderemo comunque la gara come un allenamento altamente specifico che ci saprà dare indicazioni utili per eventualmente aggiustare i programmi di allenamento - spiega dall’Australia il dt Ivaldi - reputo la gara un momento molto costruttivo per un atleta oltre al fatto che la gara stessa ci darà gli sviluppi delle indicazioni tecniche su cui abbiamo lavorato in queste due ultime settimane.” 

Allenamenti che, oltre alle sedute tecniche in acqua e in palestra, sono stati caratterizzati anche da alcune sessioni più libere e, anche per questo, apprezzate dal team azzurro: “Abbiamo lasciato i ragazzi per alcuni momenti “free on canal”, una sorta di riconciliazione di ciascun atleta con l’acqua - prosegue Ivaldi - "Free on the canal" è un allenamento in cui lo slalomista si lascia trastullare dalla corrente e nello stesso tempo è chiamato ad aprire  la mente a tutte le possibili soluzioni che si possono adottare con porte, paline, onde e riccioli.  Creare o ridimensionare  gesti motori che forse troppo spesso vengono bloccati o proposti secondo  modelli che non possono però contemplare la sacra ed irrinunciabile personalità di ogni interprete in acqua.  E’ quello che un tempo lontano  chiamavamo  « river play »  che non erano altro che le infinite ore che abbiamo passato per discendere magici fiumi tropicali, alpini o californiani. Incantandoci su onde giganti a surfare da parte a parte,  catturati dallo spirito dell’acqua che corre che inesorabilmente ci portava verso valle esausti”. 

Pagaiate libere chiamate a contribuire alla crescita dei nostri azzurri, pronti ad affrontare l’intenso weekend di “Australian Open”. Nessuna gara in programma ma comunque sessioni intense ad Al-Ain per il gruppo guidato da Daniele Molmenti: “In acqua riusciamo a lavorare anche con altre squadre che hanno condiviso delle ore per le prove gara o percorsi interi e, con altri atleti top di altre nazioni, alcune ore di tecnica assieme per avere il confronto diretto e cambiare lo sparring partner - spiega il campione di Londra 2012 ora alla guida dello slalom azzurro - lavoriamo dividendo in due mini gruppi i ragazzi, così da dare più recupero quando serve e seguire con più attenzione e con lavori mirati le criticità tecniche dei singoli”. 

Giornate intense per preparare un avvincente 2017. Giornate che sono state immortalate anche attraverso numerosi scatti fotografici, visualizzabili al link che segue: 

 

https://www.facebook.com/ettore.ivaldi/media_set?set=a.10211888878201633.1073741950.1361465719&type=3&pnref=story

logo-fick-negativo


FEDERAZIONE ITALIANA CANOA KAYAK
Viale Tiziano 70 - 00196 ROMA.

P.I 01455281004