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AZZURRE D'ARGENTO. FRANCESCA GENZO E SUSANNA CICALI SUL PODIO DI SZEGED

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cicaligenzo 1L'Italia della canoa velocità torna sul podio in Coppa del Mondo nella sua gara d'esordio in questo 2017 e conquista l'argento tra le acque ungheresi di Szeged nel K2 200 donne con Francesca Genzo e Susanna Cicali. Una medaglia preziosa, conquistata nel tempio della canoa mondiale con le azzurre capaci di battere proprio i due equipaggi ungheresi padroni di casa, ma anche Nuova Zelanda, Kazakhistan, Germania e i due equipaggi polacchi. L’oro è andato alle ucraine Kichasova e Horlova in 36.922, argento per le nostre azzurre in 37.376 davanti alle padrone di casa ungheresi Hagymasi e Viktoria Szabo, terze e di bronzo 37.722. Quarto, davanti al proprio pubblico, il secondo equipaggio ungherese.

Susanna Cicali (Fiamme Azzurre) è toscana, atleta polivalente e vincitrice anche sulla lunga distanza. 24 anni, nel 2011 è stata eletta Miss Italia Sport. Francesca Genzo (SC Ticino Pavia) è originaria di Trieste, vive a Pavia, e ha anche lei 24 anni. 

IL BALLETTO PROPIZIATORIO SU INSTAGRAM: ieri sera, a poche ore dalla finale, Susanna e Francesca avevano allentato la tensione pubblicando sul proprio profilo Instagram una danza che ha portato decisamente fortuna. Se ve lo siete persi, ecco il link: https://instagram.com/p/BUm-XErD82d/

VIDEO GARA; la gara delle azzurre, con l’esaltante partenza e il gran finale, è visualizzabile al link: 

https://www.facebook.com/federcanoa/videos/10154634936907717/

VIDEO PREMIAZIONE; la premiazione delle azzurre è disponibile al link: 

https://www.facebook.com/federcanoa/videos/10154634856007717/

Una medaglia, quella conquistata da Susanna e Francesca, che rappresenta il fiore all’occhiello al termine di un weekend in cui la nazionale italiana, guidata dal direttore tecnico Guglielmo Guerrini, ha fatto il proprio esordio internazionale. Un fine settimana importante, dal quale sono molte le indicazioni giunte per capire la strada da percorrere, i punti di forza da rafforzare e gli aspetti sui quali lavorare con ancora maggior intensità. Nella seconda finale odierna per l’Italia, buon quinto posto nel C2 500 per l’equipaggio di Daniele Santini e Luca Incollingo (Fiamme Oro). I due specialisti della monopala azzurra chiudono a poco più di un secondo dal podio. Il loro 1.42.551 è il quinto tempo di giornata nella gara vinta di russi Ivan Shtyl e Viktor Melantev in 1.39.605. Secondo posto per gli ucraini Ianchuk e Mishchuk in 1.41.158 davanti agli spagnoli Sieiro e Vallejo (1.41.497); quarta la Polonia in 1.41.674, poi l’Italia. 

Susanna Cicali e Francesca Genzo, azzurre d’argento nel K2 200, che pochi minuti prima della finale avevano gareggiato anche nella finale B del K4 500 assieme a Cristina Petracca e Sofia Campana chiudendo al nono posto nella prova vinta dalla Danimarca. Settimo posto azzurro invece nella finale B del K4 500 maschile con l’Italia di Mauro Crenna, Tommaso Freschi, Matteo Florio e Alessandro Gnecchi impegnati a migliorare pagaiata dopo pagaiata l’assieme. Il loro 1.22.154 vale appunto la settima posizione nella gara vinta in 1.20.362 dalla Polonia. 

Nella finale C del K1 200 Michele Bertolini chiude al secondo posto in 34.766 alle spalle del serbo Marko Novakovic. Nella stessa gara sesto posto per Riccardo Maria Spotti in 35.250. 

Guglielmo Guerrini, Dt Italia: “E’stata una gara importante, nella quale i ragazzi hanno preso coscienza dei livelli internazionali e di ciò che serve per qualificarsi a Tokyo 2020. Ora faremo un’analisi completa, ma da subito posso dire di essere soddisfatto dell’atteggiamento della squadra; unita, compatta, determinata. Il nostro è un cammino che ha bisogno di tempo ma già ci sono dati positivi, pur consapevoli che il lavoro da fare è tanto. Nel settore canadese le finali centrate e il quarto posto di Carlo Tacchini sono conferme più che confortanti e per questi equipaggi, il centrare la finale può diventare un qualcosa di stabile da qui al prossimo futuro. Anche nel K2 maschile e nel K4 ci sono progressi; dopo Rio 2016, Giulio Dressino e Nicola Ripamonti stanno portando avanti un cammino di crescita che li ha visti qui mettere in acqua una buona finale C con un tempo che raramente in Italia si è visto negli ultimi periodi; e accanto a loro stanno crescendo due giovani che rappresentano un’ulteriore freccia al nostro arco. Ovvio però che la strada e gli obiettivi sono ben altri, ma la strada è quella giusta. Anche nel K4 maschile ho notato miglioramenti tra la batteria e la semifinale, segno che tra una gara e l’altra i ragazzi hanno saputo crescere e comprendere dove poter migliorare. E poi il settore femminile, che dopo i mondiali di Milano aveva chiuso con il morale basso e che invece lascia Szeged con segnali di maturazione. La medaglia di Susanna Cicali e Francesca Genzo è importante e dà morale indubbiamente, la semifinale di Irene Burgo lascia impressioni positive sulle quali lavorare, Cristina Petracca e Sofia Campana hanno sfiorato la finale di pochissimo e anche nell’equipaggio a quattro il percorso va lungo la strada intrapresa. Partiamo dall’entusiasmo visto qui, ora, per i prossimi obiettivi. Gli under lavoreranno per le imminenti selezioni e gli europei e i mondiali di categoria; i senior si concentreranno sulla preparazione per i campionati continentali assoluti e per i mondiali. Percorsi separati che comunque potranno unirsi, qualora dalle gare under dovessero emergere risultati di spicco tali da poter rappresentare un ulteriore valore da inserire a livello senior. Abbiamo iniziato da pochi mesi, ma sono davvero contento dell’entusiasmo dimostrato. Ed è solo l’inizio”.

La medaglia di questa mattina si aggiunge a quelle conquistate in questi giorni, sempre a Szeged, dagli azzurri della paracanoa: 

3° - KL1 200m femminile - Juliet Kaine

3° - KL1 200m maschile - Esteban Gabriel Farias

3° - KL2 200m maschile - Federico Mancarella 

3° - VL2 200m femminile - Veronica Silvia Biglia

3° - VL2 200m maschile - Giuseppe Di Lelio

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